ispettori

Incontro tra Ispettori, ISS e ACSSA

Giovedì, 20 giugno 2019 – L’incontro dei nuovi Ispettori con il Direttore dell’Istituto Storico Salesiano (ISS), don Thomas Anchukandam, e...

16 giugno 2019 - Baumkirchen - 1-1-1

NOMINA A MEMBRO ONORARIO DELL’ASSOCIAZIONE CULTORI DI STORIA SALESIANA DELL’ARCIVESCOVO EMERITO DI SALISBURGO DR. ALOIS KOTHGASSER SDB

  Il 16 giugno 2019, a Baumkirchen (Austria), il segretario dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) don Stanisław Zimniak ha...

11 maggio 2019 - 1

Seduta della Presidenza Mondiale ACSSA – 11 maggio 2019

  Sabato 11 maggio 2019 all’Università Pontificia Salesiana (UPS) si è svolta la riunione della Presidenza mondiale dell’ACSSA. Erano presenti:...

Assemblea - 30 marzo 2019 (002)

L’Assemblea dell’Istituto Storico Salesiano – 30 marzo 2019

Sabato 30 marzo 2019 all’Università Pontificia Salesiana (UPS) si è svolta l’Assemblea dell’Istituto Storico Salesiano (ISS). Erano presenti: don Thomas...

provoost

Wim Provoost: Correspondence Belge de don Bosco (1879-1888)

Au XIXe siècle, de nombreux catholiques considéraient Don Bosco comme un saint vivant. En Belgique aussi, son choix radical pour...

gruppo nairobi

2ème SEMINAIRE CONTINENTAL ACSSA-AFRIQUE ET MADAGASCAR (Afrique et Madagascar du 4 au 9 mars 2019 Nairobi)

 SULLE ORME DEI NOSTRI PIONIERI NELLA MISSIONE SALESIANA Don Bosco Youth Educational Services (DBYES) Dagoretti Maarket Road P.O. Box 2...

47090879441_8bacbaff86_z

“Relevant Salesian Figures of the 20th Century in East Asia”

4th ACSSA EAO CONFERENCE ON SALESIAN HISTORY SAMPRAN, THAILAND | 10-15 FEBRUARY 2019 Dates:    10 to 15 February 2019...

Oratorio salesiano 1

L’Oratorio salesiano: un passato da condividere e un futuro da inventare

“L’oratorio salesiano: storia, testimonianze, prospettive” è il titolo del seminario di studio che si è tenuto giovedì 13 dicembre 2018...

riunione iss

Assemblea dell’Istituto Storico Salesiano – 20 novembre 2018

Martedì 20 novembre 2018 all’Università Pontificia Salesiana (UPS) si è svolta l’Assemblea dell’Istituto Storico Salesiano (ISS), a cui ha partecipato...

equipe acssa brasil e secretarios inspetoriais

VIII ENCONTRO ACSSA BRASIL E SECRETÁRIOS/AS INSPETORIAIS – 04 a 06 de setembro de 2018

No quinto ano de existência da ACSSA Brasil, a Equipe e Secretários/as Inspetoriais reuniram-se em Brasília DF para formação, avaliação...

< >

Category: Senza categoria

Incontro tra Ispettori, ISS e ACSSA

ispettori

Giovedì, 20 giugno 2019 – L’incontro dei nuovi Ispettori con il Direttore dell’Istituto Storico Salesiano (ISS), don Thomas Anchukandam, e il Presidente dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA), don Francesco Motto e don Stanisław Zimniak, segretario di coordinamento dell’ISS e segretario-tesoriere dell’ACSSA, avvenuto nella sede dell’Università Pontificia Salesiana – Roma. I nuovi superiori sono stati informati sulla attività di queste due importanti istanze di studio e di ricerca per la custodia della memoria storica e in generale per la cura del patrimonio culturale. Hanno potuto essere informati sui lavori in cantiere e su futuri progetti, nonché delle problematiche da affrontare per rispondere al meglio alle nuove sfide emergenti dalla nuova mentalità moderna. Si tratta di fare il possibile perché non solo rimanga una traccia di passaggio di Cristo nella storia umana, ma offrire i nuovi strumenti di altro livello culturale di avvicinamento alla memoria umana, in caso concreto quella salesiana, perché non vadano perse le nostre radici, senza le quali non c’è una continuità fruttuosa e duratura della nostra missione per il bene del mondo giovanile.

 

Lista dei nuovi Ispettori:

Regione: Africa e Madagascar : Pierre Célestin NGOBOKA – AGL – Africa Grandi Laghi

Regione: America Cono Sud : Mario VILLALBA – PAR – Paraguay

Regione: Asia Est e Oceania :

Timothy CHOI (Won Chol) – KOR – Korea

Jacob Hideaki HAMAGUCHI – GIA – Giappone

Chi-Yuen Joseph NG – CIN – Cina

Andrew WONG – INA – Indonesia

Regione: Asia Sud : Jose KURUVACHIRA – IND – India Dimapur

Regione: Interamerica : Ignacio OCAMPO URIBE – MEM – México México

Regione: Mediterranea :

Stefano ASPETTATI – ICC – Italia Centrale

José Aníbal      MENDONÇA – POR – Portogallo

Angelo SANTORSOLA – IME – Italia Meridionale

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

La seduta del Consiglio Direttivo dell’Istituto Storico Salesiano e del Consiglio di Redazione della rivista “Ricerche Storiche Salesiane” – Roma, 21 giugno 2019 –

Venerdì scorso, 21 giugno 2019, all’Università Pontificia Salesiana (UPS) si è svolta la riunione del Consiglio Direttivo dell’Istituto Storico Salesiano (ISS), a cui hanno preso parte don Thomas Anchukandam, don Francesco Casella, don Aldo Giraudo e don Stanisław Zimniak. Subito dopo si è svolto l’incontro del Consiglio di Redazione della rivista “Ricerche Storiche Salesiane”; oltre ai membri del Consiglio Direttivo, vi ha partecipato anche don Francesco Motto.

Nel corso della seduta del Consiglio Direttivo sono stati trattati i seguenti temi: il Direttore, don Thomas Anchukandam, ha informato che sono stati recentemente nominati nuovi Membri dell’Istituto Storico Salesiano (ISS) dal Rettor Maggiore, don Angel Fernández Artime. E sono: don Germain Kivungila sdb (AFC), membro stabile (10 maggio 2019), don Pedro Ruz Delgado sdb (SMX), membro stabile (24 maggio 2019) e don Hendry Selvaraj Dominic sdb (INM), membro stabile (3 giugno 2019). Perciò ha chiesto il parere dei consiglieri di prosperare per loro i possibili campi di ricerca, tenendo conto dei loro studi già realizzati e, soprattutto, di coprire le aree di indagine che sono state abbandonate, perché sono venuti meno alcuni membri e non sono stati trovati subito i loro successori, ma per la nostra missione salesiana la conoscenza di questi assume la capitale importanza in relazione alla fedeltà carismatica. Tra questi sono stati nominati: la ricerca sulle scuole e sulle missioni. Il Direttore ha riferito che si è già messo in contatto con loro per riflettere insieme sulle loro disponibilità in relazione ai futuri campi di ricerca. Tra questi nominati due di loro sono ancora alla presa con il loro dottorato di ricerca che sperano di concludere l’anno prossimo. È stato verificato lo stato di andamento del cammino per la realizzazione del Congresso su don Paolo Albera, previsto per l’autunno 2021. Per il momento non si riscontra un progresso concreto, per cui si invita di convocare il “Comitato Direttivo” per ripartire con questo progetto. Anche la programmata biografia su don Albera ad opera di don Joseph Boenzi non è ancora pronta. Perciò la proposta di farla tradurre in più lingue rimane ferma. Poi si è studiato di organizzare, oramai una tradizione, una “Serata di studio” sul tema: “Il valore degli Epistolari”. Da pianificare in collaborazione con la Facoltà di Scienze dell’Educazione, l’Istituto di Spiritualità e Centro Sudi Don Bosco. L’idea è per presentare i due volumi: ottavo volume dell’Epistolario, curato da don Motto e l’Epistolario, curato da Wim Provoost.  Per la preparazione di tale evento sono stati chiesti: don Michal Vojtaš e don Stanisław Zimniak. I suddetti hanno già stabilito la data: il 2 dicembre 2019. Altro argomento analizzato è stato sulle pubblicazioni in corso. Si tratta del secondo volume “Fonti Salesiane” che dovrebbe essere stampato e presentato nel prossimo capitolo generale. Il successivo nono volume dell’Epistolario di don Bosco, curato da don Motto, non è ancora partito. Comunque si prevede la sua stampa per il 2021. Invece, l’edizione critica della “Corrispondenza dei polacchi con don Bosco” a cura di don Jarosław Wąsowicz e don Stanisław Zimniak sta procedendo abbastanza bene. Probabilmente sarà pronto prima di Natale o all’inizio dell’anno 2020. Dopo la presentazione da parte di don Anchukandam della ricerca di Silvia Omenetto: Le prime escuelas agrícolas salesiane in Argentina (1875-1910) come sedimenti materiali nel processo di territorializzazione, è stata presa la decisione di procedere alla pubblicazione, inserendola nella “Collana Studi” ISS. Inoltre è stata presentata la proposta per la pubblicazione della ricerca di Paolo Pieraccini: Cattolici di Terra Santa e Nahda: il caso della Società Salesiana (1904-1920). Una proposta anche per la “Collana Studi” ISS. In modo breve è stato rivisto e ritoccato il piano della programmazione: 2019-2020. Dell’aggiornamento del sito è stato detto che per il momento non si fa niente, perché si attende la mossa da parte del Dicastero per la Comunicazione Sociale. Comunque, il sito ISS-ACSSA (www.sdb.org) viene puntualmente aggiornato, anche se rimane ancora da inserire alcuni volumi per renderli disponibili ai ricercatori. Il Comitato per la revisione delle norme editoriali per l’edizione critica delle fonti salesiane (don Giraudo, don Motto e don Prellezo) spera nei prossimi mesi di concludere questo importante strumento metodologico.

 

INCONTRO DEL CONSIGLIO DI REDAZIONE DELLE RSS

Ai presenti è stato presentato dal caporedattore, don S. Zimniak, il materiale del secondo volume della rivista “Ricerche Storiche Salesiane” (RSS) di quest’anno; nella sezione STUDI dovrebbero uscire quattro contributi di: Aldo Giraudo, Thomas Anchukandam, Miguel Canino e Stanisław Zimniak; in quella FONTI sono previsti tre edizioni critiche di: Salvatore Cirillo, Rodolfo Bogotto e di José Prellezo; per quella dei PROFILI è previsto un contributo di Grzegorz Jaskot; invece per quella delle NOTE ci sono tre contributi di: Th. Anchukandam, di Antonino Colajanni e di John Lourdusamy; nella sezione RECENSIONE ci sono nove recensioni, tra cui anche quelle realizzate da studiosi non salesiani; e nella sezione SEGNALAZIONE si trovano quattro. Dopodiché è stato poi presentato il materiale per il primo e secondo volume delle RSS dell’anno 2020; è stata analizzata la risposta dei Membri ISS alla scheda: 2020 e quella per l’anno 2021, riservata a don Paolo Albera; infine sono state presentate alcune nuove pubblicazioni che meritano di essere recensite, o segnalate sulla nostra rivista. Il caporedattore ha ringraziato per la collaborazione, specie ha ringraziato per la disponibilità di alcuni membri ISS a compiere un lavoro d’importanza: quello di recensire sia i testi da pubblicare sulla rivista RSS, sia dei libri e ha rinnovato l’appello di continuare a segnalargli le nuove pubblicazioni.

A cura di don Stanisław Zimniak – segretario di coordinamento ISS

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

Don Luigi Cei, salesiano di un cuore grande e generoso, deceduto il 20 giugno 2019, Roma: Lettera mortuaria

VISITATORIA “MARIA SEDE DELLA SAPIENZA”
Università Pontificia Salesiana
Comunità San Francesco di Sales
Piazza dell’Ateneo Salesiano, 1
00139 ROMA

 

Luigi
“Beati i poveri di spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio”
(Mt 5, 3.5.8.9)

 

 

 

 

Carissimi confratelli, consorelle, membri della Famiglia Salesiana, amici tutti,

il 20 giugno u.s., giorno della festa della Madonna Consolata, patrona di Torino, e vigilia della memoria di S. Luigi Gonzaga, il Signore ha chiamato al banchetto celeste il nostro confratello

DON LUIGI CEI 

di anni 74

Il Signore della vita lo accolga fra le sue braccia.

Era ricoverato da un anno nell’infermeria della Pontificia Università Salesiana di Roma ed era stato sottoposto ad un’operazione chirurgica presso il Policlinico Gemelli. Invano. Il male incurabile aveva purtroppo già fatto parte del suo corso ed a nulla sono valsi undici mesi di terapie da parte dei sanitari dello stesso Policlinico e della casa di cura e di assistenza familiare S. Francesco Caracciolo. Per tutta la dolorosa degenza nell’infermeria dell’UPS don Luigi ha potuto godere assiduamente dell’assistenza amorevole e della competenza professionale delle suore “Figlie dei Sacri Cuore di Gesù e Maria”, cui va tutta la nostra riconoscenza.

La vita di don Luigi è stata tutto un generoso accogliere l’invito del Padre celeste a mettersi alla sequela del Figlio Gesù sulle orme di don Bosco.

Difatti, nato nella città del nostro santo fondatore il 13 ottobre 1944, figlio unico di padre piemontese e di mamma friulana, già bambino in famiglia “giocava a celebrare messa”; appena fanciullo frequentò la scuola salesiana di Torino Borgo S. Paolo dalla classe quinta elementare alla terza media; adolescente entrò nell’aspirantato di Chieri (19591961) per compiere gli studi ginnasiali.

Raccontò lui stesso sul Bollettino Salesiano del dicembre 2014: “Ero allievo dell’Istituto Salesiano San Paolo di Torino dove i salesiani ci formavano con molto impegno sia nell’ambito scolastico, sia nel senso del dovere e nella pratica religiosa. Durante questo periodo sentivo che il Signore mi stava facendo un bellissimo dono: quello di chiamarmi alla vita religiosa e sacerdotale… ne dico grazie a Dio ancora oggi. Fu molto doloroso il distacco dai miei genitori, specialmente per la mia mamma, essendo io figlio unico”.

Il periodo di formazione e del primo apostolato (1962-1978)

Don Luigi ha vissuto due distinte fasi della vita salesiana: la prima, quella della formazione iniziale, trascorsa da giovane in mezzo ai giovani. Furono gli anni del noviziato a Pinerolo (1962-1963), dello studentato filosofico a Foglizzo Canavese (1963-1966), del tirocinio pratico a Chieri e Madonna dei Boschi di Peveragno (1966-1969) e dello studentato teologico a Torino-Crocetta (1969-1973). Qui ricevette tutti gli Ordini, prima dell’ordinazione sacerdotale a Peveragno il 19 giugno 1973. Trascorse quindi cinque anni nella casa di Chieri (1973-1978) come catechista, insegnante di materie letterarie e cappellano delle suore Benedettine.

In tutto il quindicennio formativo don Luigi ha costantemente manifestato un’incredibile delicatezza di animo e gentilezza di tratto. In lui erano innate la dolcezza, la tenerezza, la cortesia dei modi, il rispetto e l’accoglienza amorevole di qualunque persona lo avvicinasse. Al riguardo, con una dose di presunzione, lo si potrebbe forse definire un unicum in Congregazione.

In effetti in occasione della prima professione religiosa (16 agosto 1963), mentre gli si riconosceva una spiccata bontà, lo si invitava, forse paradossalmente, a correggere la “tendenza alla bonomia”. Agli educatori dell’epoca la sua visibile mitezza d’animo, l’affabilità e la semplicità nel tratto sembrò eccessiva.

Sei anni dopo il giudizio di ammissione alla sua professione perpetua (6 agosto 1969) ribadiva testualmente: “La sua pazienza, bontà e generosità hanno dell’eccezionale”. Sempre molto positivo il giudizio in occasione del suddiaconato: “socievole, riflessivo, di equilibrio, un po’ timido, ma inserito e sempre più sicuro di sé, molto impegnato; spirito religioso: ottimo nella pietà e osservanza e impegno; spirito apostolico: generoso e zelante nel prestarsi”.

Per il periodo di tirocinio il suo compagno di studi ed amico carissimo, don Luigi Compagnoni, ha rilasciato questa testimonianza: “Ricordo soprattutto la bontà di don Cei, che si manifestava nel tratto, nel sorriso, nel saluto e nel servizio al prossimo. Era felice quando poteva rendere un favore al prossimo. Se gli veniva chiesto qualcosa non si dava pace finché non riusciva a soddisfare la richiesta ricevuta. Si può dire, con sincerità, che da don Cei nessuno si è mai sentito dire un “no”. Nell’anno scolastico 1968-1969, a Peveragno, fu maestro della quinta elementare. A quei ragazzini convittori, quindi lontano dalla famiglia e, a volte, nostalgici, dedicò tutto se stesso. Non trasmetteva solo nozioni scolastiche, ma badava anche alla loro formazione umana e cristiana con un linguaggio adatto a loro e con la presenza continua tra di loro”.
Durante gli anni della teologia, a detta dei compagni, si impegnò molto nello studio ed avvicinandosi il tempo dell’ordinazione sacerdotale manifestava apertamente la sua gioia. Ebbe il privilegio di essere il primo del suo corso ad essere ordinato sacerdote.

Da novello sacerdote e “catechista” in mezzo ai giovani studenti di Chieri ogni giorno curava mirabilmente la celebrazione liturgica ed i momenti di preghiera; nell’estate faceva altrettanto per gli oratoriani e sempre con inappuntabile precisione, puntualità e cura. Tale grande amore per la preghiera liturgica lo avrebbe mantenuto per tutta la vita.

Nel quinquennio sacerdotale a Chieri come insegnante di scuola media non gli mancarono difficoltà. Ne sottolinea una il confratello Giuliano Vettorato che gli era accanto: “Ciò che forse più lo ha fatto soffrire […] è stata la difficoltà di tenere la disciplina. Mai ha alzato la voce, tantomeno le mani, per farsi obbedire da un allievo. Ha sempre cercato di convincerlo, di persuaderlo con le buone, di conquistarlo con la bontà, con la gentilezza. Era più attento soprattutto a quelli che più lo facevano soffrire per indisciplina e scorrettezza. Con loro moltiplicava le attenzioni e i gesti di gentilezza e bontà. Ecco, la bontà era la sua virtù fondamentale: in questo era insuperabile! Se poteva farti un favore, si faceva in quattro per accontentarti… Era felice di aiutarti, di venirti incontro… tant’è che a volte bisognava stare attenti a chiedergli un favore perché lui non riusciva dire di no a nessuno”.

A Torino (1978-1993)

Alla casa madre di Torino-Valdocco come segretario dell’allora ispettoria subalpina e del comitato CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori) ebbe modo di conoscere a fondo le case salesiane del Piemonte, di apprezzare e di farsi apprezzare dai confratelli dell’ispettoria e dai membri della Famiglia Salesiana. Sempre estremamente discreto e delicato con tutti ha svolto il suo compito in modo inappuntabile.

Testimonia don Luigi Testa, che ha condiviso con lui undici anni di vita salesiana – quattro anni a Chieri (1974-1978) come suo direttore e sette anni a Torino Valdocco (1981-1988) come suo ispettore dell’Ispettoria Subalpina – “I ricordi di quegli anni di don Luigino, come lo chiamavamo, sono tanti e belli, segnati da un rapporto di intesa collaborativa, spontanea e immediata, e da una comunione fraterna di ideali, di progetti e di iniziative molto sentita e partecipata. Erano tempi di grandi eventi: il Progetto Africa, l’approvazione definitiva delle Costituzioni, la preparazione al centenario della morte di don Bosco… C’erano entusiasmo e fervore nei confratelli. Don Luigino dall’osservatorio ispettoriale seguiva il tutto con attenzione, con puntualità, con un forte senso del dovere, favorito dal suo carattere dolce e umile, da una bontà diffusa e paziente che gli attirava la simpatia e la stima di tutti. Sempre disponibile metteva a servizio della comunità i suoi talenti: amava il canto, la musica, suonava la batteria, animava gli incontri comuni. Nel ministero sacerdotale era zelante ed era apprezzato per il suo stile”.

Per tre anni don Luigi è stato assistente del Gruppo Torino 1 delle “Volontarie di Don Bosco” che oggi lo ricordano così: “Guidava gli incontri con serietà lasciandoci una traccia scritta delle meditazioni con applicazioni pratiche alla nostra vita. Aveva attenzione verso tutte le sorelle e in modo particolare verso le anziane ed ammalate e accettava volentieri di andare a trovarle e celebrare la S. Messa. Anche l’impegno verso le Aspiranti è stato portato avanti con profitto. A volte animava le celebrazioni liturgiche importanti con un coretto in Basilica e la sua bella voce… Sempre con il sorriso sul volto che denotava la serenità d’animo. È stato per noi un fratello… l’ho sempre accostato alla figura di San Luigi, non solo per la somiglianza del nome, ma soprattutto per la sua figura spirituale e morale”.

A Roma (1993-2019)

Già collaboratore saltuario del consigliere regionale per l’Italia don Luigi Bosoni, nel 1993 don Luigi fu trasferito a Roma come collaboratore e successivamente direttore dell’Archivio Salesiano Centrale di Roma (ASC), ubicato nella Casa generalizia di via della Pisana fino al 2017, e poi trasferito presso l’UPS di Piazza dell’Ateneo Salesiano. Vi avrebbe lavorato con assiduità per 26 anni, fino alla malattia che l’avrebbe portato alla morte.

E così, non ancora cinquantenne, accolse con gioia e riconoscenza al Signore la richiesta del Rettor Maggiore don Egidio Viganò di dedicare l’ultimo tratto della sua vita all’umile ma importante compito di archivista dell’ASC: un impegno che, svolto seriamente, non ammette facili interruzioni; un lavoro quotidiano semi invisibile, che don Luigi ha amato come autentico servizio alla Congregazione e alla Chiesa. Si trattava di gestire il governo ordinario del grande archivio salesiano, di organizzare il lavoro del personale, di dare facoltà agli studiosi di accedere ai documenti per le loro ricerche, studi e tesi, di tenere le chiavi dell’archivio stesso e di fare sì che ne fosse osservato il regolamento.

Per oltre 25 anni per sei giorni alla settimana don Luigi ha vissuto all’insegna di otto-nove ore di lavoro, curvo (anzi troppo curvo), nel nascondimento, nel silenzio, davanti al computer e alle spesso polverose cartelle archivistiche da decifrare, capire, sintetizzare, schedare, collocare. La sua vita, salvo l’annuale settimana di Esercizi Spirituali ed una breve visita in famiglia o in una casa salesiana, fu l’ASC, che guidò con la tranquillità propria di una sede di studio e del suo stesso riservatissimo carattere. I numerosissimi visitatori dell’ASC (dai nuovi ispettori salesiani ai gruppi dei nuovi missionari, dagli studenti salesiani di Roma ai vari gruppi della Famiglia Salesiana, da responsabili di archivi religiosi a laici di altre istituzioni…) hanno potuto conoscere egregiamente da lui la storia, la consistenza, la ricchezza, l’organizzazione delle decine di migliaia di carte archiviate – don Luigi le conosceva potremmo quasi dire una per una – ma hanno soprattutto percepito come egli amasse quei manoscritti, come li prendesse in mano con estrema delicatezza, quasi fossero autentiche reliquie di don Bosco, di don Rua, di migliaia di altri confratelli.
Ce lo ricordano le decine di email ricevute da tutto il mondo in occasione della sua scomparsa. Dall’estremo Oriente il Consigliere regionale don Váklav Klement ha scritto: “His smiling face is known to many EAO Salesians. Glad to be in direct contact with some of the most precious relics of Salesian history, Fr Cei always happily showed the scholars and visitors to the Salesian Central Archives the findings he took care of, such as autographed letters of Don Bosco or the most significant documents of the history of the Society of Saint Francis of Sales”. Singoli confratelli hanno aggiunto: “Thanks, Fr. Luigi, for your affection, your friendliness, your goodness and your delicate way of dealing with the archive visitors… Thanks for all your hard, silent and sacrificed work!… Always competent and discreet, faithful in his Central Archive duties… The meekness, goodness and generosity of Fr. Luigi did so good to many people!… Thanks for your paternity and life witness, for your availability and smile! True gentleman and scholar!… Fond memories of your meekness and gentleness… am sure you are now among the Blessed!”.

Per l’America Latina basti la testimonianza del direttore del Centro Salesiano di Formazione di Quito, p. Luis Timossi: “Su acogida siempre cordial y humilde; su modo de hablarnos en italiano de modo que todos (de habla hispana) comprendiéramos; su manera de mostrarnos con tanta delicadeza y veneración cada uno de los escritos originales de nuestro padre don Bosco… que pareciera se hubiese identificado con la fragilidad y transparencia de esos venerados documentos, siempre nos sorprendió positivamente y nos dejó una huella de amor a don Bosco y a la Congregación. Queremos dar gracias a Dios por este hermano, que desde un servicio quizás escondido, supo vivir el carisma de la bondad y de la acogida”.

Sempre padrone di se stesso, don Luigi non ha mai abusato del suo ruolo; anziché imporre le proprie idee o interessi a danno di altri, si è messo umilmente a loro disposizione. Anche di questo sono testimoni centinaia di studiosi, ecclesiastici e laici, che hanno frequentato pure per una sola volta l’ASC e che in don Luigi hanno trovato una cordialissima accoglienza, dote normalmente piuttosto rara in ambienti simili. Lo afferma con sicurezza il professore Mauro Forno di Torino nel suo messaggio di condoglianze: “Devo sinceramente confidarle – e, mi creda, non sono una persona particolarmente avvezza agli elogi di circostanza – che, in quasi trent’anni di frequentazioni di archivi e istituti culturali, mai mi era capitato di incontrare una persona mite, sensibile e disponibile come don Luigi. Io sono certo che riuscirete a sostituirlo degnamente nella sua carica di direttore dell’Archivio centrale salesiano, ma so già che le sue doti – non solo culturali e scientifiche, ma soprattutto umane – mi mancheranno enormemente”. Lo confermano il prof. Ilario Tolomio di Torino “non solo sentinella vigile, ma anche lavoratore indefesso… Mite, mitissimo”, la prof.ssa Maria Andrea Nicoletti da Bariloche (Argentina) e tanti altri ricercatori.

Particolarmente significativa la testimonianza delle sue collaboratrici, Carla Riccioni, Maria Teresa Cascione: “Di don Luigi ricorderemo la gentilezza e la pazienza con cui ha sempre accolto nell’ASC religiosi, religiose e ricercatori, la disponibilità come compagno di lavoro e successivamente come direttore, il profondo affetto paterno che ha sempre rivolto verso di noi, la grande umiltà con cui ha sempre svolto i suoi doveri sia religiosi sia professionali e l’assoluto rispetto verso gli altri. Lo stesso amore per Maria Ausiliatrice e don Bosco e la sua profonda fede gli hanno permesso di vivere serenamente la sua lunga e dolorosa malattia, conservando fino all’ultimo momento il suo dolce e caratteristico sorriso che tutti coloro che lo hanno conosciuto porteranno certamente nel cuore, così come noi, che di lui conserveremo il ricordo di una lunga e serena vita lavorativa e di tanti bei momenti vissuti insieme come una vera famiglia”.

Anche come custode delle “memorie salesiane”, a don Luigi non sono mancate le spine. Dovette infatti affrontare le brusche conseguenze di due ricollocazioni impegnative: negli anni novanta il trasferimento di tutto il materiale documentario nell’ampio, bellissimo e rinnovato spazio destinato alla nuova sede dell’archivio, ma con la conseguente e complessa opera di informatizzazione di tutto il patrimonio documentario; poi nel 2017 il nuovo trasferimento dell’intero archivio nel campus dell’UPS. Provvide personalmente con le sue collaboratrici alle delicatissime operazioni di trasporto di documenti unici, irripetibili, nell’intento che nessuno di essi andasse smarrito o collocato fuori posto. La rapidissima messa in atto di tale ultimo processo è stato un vero calvario fisico e morale per chi, come lui, sentiva fortissima la responsabilità di custodire integro il tesoro affidatogli, un tesoro che, come aveva detto il santo Papa Paolo VI a proposito di archivi ecclesiastici, conserva nientemeno che la traccia del passaggio di Cristo nella storia dell’umanità.

Non ebbe tempo per riprendersi dalla fatica della nuova collocazione delle migliaia di faldoni dell’ASC e della sistemazione dei relativi uffici nell’edificio della “Biblioteca don Bosco dell’UPS”. Pochi mesi dopo cadde ammalato e dovette lasciare immediatamente, per non più ritornare, l’amato posto di lavoro.

L’uomo delle beatitudini

Le testimonianze pervenute in occasione del suo decesso sottolineano gli stessi tratti della persona di don Luigi: “È vero che dobbiamo un grande ringraziamento a lui, per la sua gentilezza, per il suo positivo contributo sempre alla vita della congregazione, già a Torino e dopo a Roma“ (mons. Luk van Looy, vescovo di Gent, Belgio, già vicario del Rettor Maggiore); “uomo mite e servizievole. L’ho sempre ammirato per il suo tratto gentile e rispettoso” (mons. Mario Toso, vescovo di Faenza); “Egli era discreto, ma sereno, disponibile e laborioso. Era un confratello che non si faceva notare, ma di cui ci si accorgeva della mancanza quando era assente: era una presenza fraterna (don Francesco Cereda vicario del Rettor Maggiore); “un grande confratello, dedicato lavoratore, e uomo di preghiera, e amico gentile di tutti (don Maria Arokiam Kanaga, Consigliere Regionale per Asia Sud).

La disponibilità di don Luigi al servizio altrui fu effettivo anche nell’ambito comunitario. Era sempre pronto ad accompagnare in auto, correggere testi in italiano, preparare una cerimonia, insegnare un canto liturgico, inventare una stornellata allegra per un anniversario, sostituire un cappellano, redigere verbali di assemblee in cui per altro non osava, per timore di ferire, prendere la parola. Il suo “sì” ad ogni richiesta era totale e sincero; prima ancora che qualcuno gli potesse dire grazie, era lui stesso a ringraziare per avergli chiesto un favore. Come ha affermato con acutezza chi ha passato anni vicino a lui, don Luigi ha trascorso la vita a dire a tutti grazie.
Le sue giornate furono illuminate dalla purezza dello sguardo, del pensiero e del dire. Era morigeratissimo nell’esprimersi, delicato e controllato nei giudizi, insofferente di un linguaggio men che pudico. Al proposito testimonia ancora Giuliano Vettorato: “La sensibilità per la carità, la castità, la povertà e l’obbedienza era infinita. Non gli si poteva fare nessun appunto, nonostante le tante provocazioni dei confratelli… Un novello Domenico Savio”.

Ha vissuto una povertà che si direbbe di altri tempi, quella richiesta dall’articolo delle Costituzioni di don Bosco: “È pure parte di questo voto il tenere le camere nella massima semplicità, studiando di ornare il cuore di virtù e non la persona o le pareti di essa”. Vita molto austera in tutto quella di don Luigi, con la sola eccezione, da buon piemontese, di un buon bicchiere di vino.

Purezza, trasparenza, amabilità, verità, fedeltà assoluta ai voti, carità: tutte virtù che brillarono sull’orizzonte spirituale di don Luigi, pronto sempre a vedere il lato positivo delle persone, ad apprezzare i meriti e perdonare i difetti.

Con cognizione di causa si potrebbe dunque affermare che ha fatto proprio l’invito di San Paolo ai Filippesi (IV, 8) proclamato nella prima lettura dei suoi funerali: “Fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri”.

A fondamento dell’essere ed operare di don Luigi vi era la fede. Cresciuto in ambienti formativi di notevole spessore, questa si manifestava in molti modi e particolarmente nella vita di preghiera, nell’estrema discrezione, nella deliberata rinuncia alle dissipazioni mondane facilmente indotte dalla stampa, dalla TV e dai moderni mezzi di comunicazione di massa, di cui si serviva molto sporadicamente. Non volle mai avere a disposizione un cellulare. La sua assidua partecipazione alla preghiera della comunità era devota e convinta. Amava pregare e concelebrare quasi in disparte, in seconda fila, possibilmente dietro una colonna, seminascosto alle spalle degli altri, per quanto gli poteva permettere la sua alta statura. Quanto gli è costato il dover essere al centro o davanti a tutti come maestro di canto! Eppure, musicalmente dotato e sempre disponibile, era chiamato quasi ogni domenica e tutte le giornate speciali ad animare le celebrazioni liturgiche della comunità, anche se impegnato in giornata in qualche cappellania; altrettanto faceva nelle maggiori solennità, alla presenza della popolazione vicina che ne restava ammirato e ne conserva indelebili ricordi.

Per oltre un ventennio, in concreta attuazione del motto di don Bosco “Da mihi animas coetera tolle” don Luigi si è assunto l’impegno quasi quotidiano di cappellano presso le suore “Apostole della Sacra Famiglia” al quartiere EUR di Roma. La comunità lo ricorda “con tanto affetto come un buon padre e un buon fratello”.

Per molti anni fu anche apprezzato cappellano e confessore ordinario o straordinario presso varie comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice (in particolare l’Auxilium, fino all’apparire della malattia). Prive di retorica sono le espressioni di condoglianze della Madre Generale delle FMA sr. Yvonne Reungoat: “Desidero esprimere le mie personali condoglianze, unita alle Sorelle del Consiglio generale, per il ritorno alla Casa del Padre del caro Don Luigi Cei. La nostra è una preghiera di lode al Signore per il dono della vita che egli ha saputo mettere a servizio della Congregazione svolgendo diversi incarichi con competenza, amore, saggezza e fedeltà”.

Molte domeniche pomeriggio, anziché al meritato riposo, le ha dedicate al ministero della riconciliazione presso comunità religiose che apprezzavano la profondità spirituale del suo ministero, la dolcezza del suo dire, la misericordia del Signore che sapeva trasmettere ai suoi penitenti. Non sono pochi i confratelli che nel corso di Esercizi Spirituali si accostavano a lui per la riconciliazione, tanto ispirava fiducia e comprensione: “Testimonio anch’io come tanti altri che hanno avuto la fortuna di entrare in contatto con don Luigi i tratti di questo confratello che reputo un «santo della porta accanto» per la sua umiltà, delicatezza e dolcezza. Ho avuto modo anche di confessarmi con lui e ho fatto esperienza della misericordia e della tenerezza di Dio. Il lavoro nascosto per la custodia delle memorie salesiane e la sua vita evangelica, semplice e lineare, sono l’eredità di futuro e di speranza per ciascuno di noi” (don Giuseppe Ruta, ispettore ISI e Tunisia).

A fronte di queste testimonianze e sulla base della nostra personale convivenza con lui non si può che concludere che don Luigi abbia vissuto in profondità le beatitudini evangeliche, particolarmente quelle che hanno costituito la chiave di lettura del suo profilo storico-spirituale tracciato durante l’omelia funebre e che sono poste da esergo di questa lettera.

Come Congregazione e come Famiglia Salesiana, mentre ringraziamo il Signore per il dono elargitoci della persona di don Luigi, facciamo nostro l’invito che lui stesso ci lasciato sulle pagine del succitato Bollettino Salesiano: “quello di avere sempre vivo il senso della gratitudine a Dio per la vocazione che Egli ha dato a ciascuno di noi e ritenendo la nostra persona come docile strumento nelle Sue mani per fare della nostra vita un vero dono”. Splendida sintesi di una vita salesiana e specchio della vita di don Luigi!

Lo suffraghiamo e lo affidiamo al Signore della misericordia. Chissà che in cielo non gli abbia preparato la vecchia batteria del complessino di don Machetta, tanto amata e suonata dal chierico e giovane sacerdote don Luigi, onde possa sempre dare sicurezza di ritmo ad un’allegra band del famoso giardino salesiano che canta e suona in eterno le lodi al Dio della vita e non della morte! Non possiamo saperlo. Quello che invece sappiamo è che molti salesiani sparsi nel mondo e noi stessi abbiamo conosciuto in don Luigi un “santo della porta accanto”.

Roma, 3 luglio 2019

Il direttore don Emiro Cepeda 
e la comunità di San Francesco di Sales (UPS)

Dati per il necrologio

Sac. Luigi CEI
Nato a Torino, Italia, il 13 ottobre 1944
Morto all’UPS, Roma, il 20 giugno 2019
a 74 anni di età, 55 di vita religiosa e 46 di sacerdozio

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

NOMINA A MEMBRO ONORARIO DELL’ASSOCIAZIONE CULTORI DI STORIA SALESIANA DELL’ARCIVESCOVO EMERITO DI SALISBURGO DR. ALOIS KOTHGASSER SDB

16 giugno 2019 - Baumkirchen - 1-1-1

 

Il 16 giugno 2019, a Baumkirchen (Austria), il segretario dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) don Stanisław Zimniak ha consegnato il diploma della nomina a Membro Onorario all’Arcivescovo Emerito di Salisburgo, Mons. Alois Kothgasser che la Presidenza Mondiale dell’ACSSA ha conferito nel corso della sua riunione, svoltasi l’11 maggio 2019 a Roma. Con questo atto la Presidenza riconobbe il suo interesse e il suo sostegno alla ricerca storica in ambito salesiano, come pure la condivisione delle finalità della medesima Associazione.

 

arcivescovo_page-0001

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

NUOVO MEMBRO DELL’ISS – DON HENDRY SELVARAJ DOMINIC

Dominic Hendry Selvaraj

Dominic Hendry Selvaraj belonging to the Salesian Province of Chennai (INM) was born on 13th June 1981 at Vellore, Tamil Nadu, India. He made his novitiate at Idayadeepam Novitiate in Yellagiri, Tamil Nadu during the year 1999-2000 and made his First Profession as a Salesian on 24th May 2000. From May 2000 to May 2002, he did his philosophical studies at Jnanodaya Salesian College in Yercaud, Tamil Nadu. He did his practical training at Don Bosco Boy’s Home, Perambur (2002-2003) and Don Bosco Aspirantate, Tirupattur (2003-2004). He obtained his Bachelors in Business Administration (BBA) at Sacred Heart College, Tirupattur and Bachelors of Arts in English (BA) through distant Education at Indira Gandhi National Open University (IGNOU) during the year 2004-2007. He made his perpetual profession on 24th May 2007. He was ordained a priest on 27th December 2010 after the completion of his Theological studies at Sacred Heart Seminary, Poonamallee, Chennai from 2007-2010. After the priestly ordination, he served as an Assistant Parish Priest in Holy Spirit Parish, Tagore Nagar, Pondicherry for five months. From 2011-2013 he was appointed as Resource person and Administrator at Don Bosco Youth Animation Centre, Ennore, Chennai. Currently he is pursuing his doctoral research on Mgr. Louis Mathias SDB (1887-1965) in the faculty of Catholic Church History at Gregorian Pontifical University, Rome after having completed his Licentiate in Catholic Church History in the same university during the year 2013-2016.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

NUOVO MEMBRO DELL’ISS – DON PEDRO RUZ DELGADO

PEDRO RUZ DELGADO - Fotografia

Nacido en Málaga el 7 de mayo de 1966 (53 años). Profeso como salesiano el 15 de agosto de 1985 y ordenado sacerdote el 25 de junio de 1994. Perteneciente a la Inspectoría Salesiana de María Auxiliadora con sede en Sevilla. Ha desempeñado varios servicios en la congregación. Ha realizado sus estudios de Filosofía en Granada, los de Teología en el UPS y la licencia en Historia de la Iglesia en la Gregoriana. Pertenece al ACSSA-España casi desde sus inicios hasta la actualidad, al igual que al foro Iglesia y Sociedad en Valencia, Jóvenes investigadores de la Facultad de Geografía e Historia de Valencia y colabora con la causa de los Santos en Málaga y Valencia. Ha escrito varios artículos sobre temas de historia de la iglesia y de la congregación y participado en varios congresos. Actualmente se encuentra realizando el doctorado en la Universidad de Valencia sobre el primer obispo salesiano, de España que está introducida la causa de beatificación, el arzobispo Marcelino Olaechea Loizaga (1889-1972).

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

NUOVO MEMBRO DELL’ISS – DON GERMAIN KIVUNGILA

kivungila

Don Germain KIVUNGILA è nato il 16 novembre 1968 a Kolwezi, in Repubblica Democratica del Congo. Ha fatto il noviziato a Kansebula, nel Katanga, tra il 1989-1990, e ha emesso i primi voti il 24 agosto 1990. Dal 1990 al 1992 ha studiato filosofia presso il post-noviziato di Kansebula. Dopo aver svolto il tirocinio a Kigali, in Ruanda (1992-1994), ha emesso la professione perpetua a Lubumbashi, il 7 luglio 1996. È stato ordinato sacerdote il 25 luglio 1998 a Kolwezi. Ha studiato la storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana di Roma (2006-2009). Tornato in Congo è stato nominato Vicario dell’Ispettoria Africa Centrale (AFC), nonché incaricato della formazione (dal 2011 fino al 2014). Negli anni 2014-2016 ha conseguito il dottorato in storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Attualmente è il preside del teologato salesiano di Lubumbashi in cui insegna la storia ecclesiastica, come pure nel seminario interdiocesano di Lubumbashi.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

Nomina di don Hendry Selvaraj Dominic SDB come Membro dell’ISS

Comunicato:

Con la lettera del 3 giugno 2019 don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore, ha comunicato che don Hendry Selvaraj Dominic (INM) è stato nominato come membro stabile dell’Istituto Storico Salesiano.

Attualmente don Dominic sta svolgendo il suo dottorato su Mgr. Luis Mathias sdb, Prefetto Apostolico di Assam (15.12.1922-09.07.1934), Vescovo di Shillong (09.07.1934-25.03.1935), Arcivescovo di Madras (25.3.1935-13.11.1952) e Arcivescovo Metropolitano di Madras-Mylapore (13.11.1952-02.08.1965) alla Pontificia Università Gregoriana, Roma.

Un caro benvenuto a don Hendry a nome di tutti i membri dell’ISS. Gli auguriamo un proficuo lavoro di ricerca storica.

Colgo questa occasione anche per ringraziare il Rettor Maggiore e il suo consiglio per il loro impegno per rinforzare l’ISS con nuovi membri accademicamente qualificati nell’ambito della storia.

Fr. Thomas Anchukandam sdb
Direttore – ISS

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

CRÓNICA DEL SEMINARIO CONTINENTAL AMERICANO ACSSA 2019

LUNES 18

En la casa de Retiro “Domingo Savio” (Ramos Mejía, Buenos Aires/Argentina), nos reunimos los participantes del Seminario Continental Americano ACCSA “Figuras Salesianas innovadoras y significativas en el siglo XX”. Todas las participaciones se encuentran en la página web: https://donboscosur.wixsite.com/acssa.

El seminario se inicia con las palabras de bienvenida del Inspector Honorio Caucaman de la Inspectoría “Ceferino Namuncurá”, quien nos invita a tomar conciencia de la historia de las Congregaciones Salesianos e Hijas de María Auxiliadora en la nuestra tierra. Señala que ha sido desde instituciones civiles donde se ha señalado y dado relevancia a la historia salesiana dentro de las historias nacionales. Celebra que este seminario se constituya como un espacio de sabiduría para recuperar la memoria y a partir de allí reflexionar sobre nuestras raíces.

foto 1

Inspector Honorio Caucaman

A continuación se leen las Palabras del Rector Mayor de los Salesianos Ángel Fernández Artime, la Madre General de las Hijas de María Auxiliadora Yvonne Reunguat y el presidente del ACCSA Don Francesco Motto

 https://donboscosur.wixsite.com/acssa/discursos-y-mensajes

foto 2

Ana María Fernández, fma. Comisión organizadora

El seminario se inicia con una introducción sobre la dinámica general. Estos seminarios son instancias preliminares de exposición del trabajo de investigación que se presentará en el Congreso Mundial en el 2020. Su temática se enfoca en el rico legado del carisma salesiano y de sus figuras significativas. Como su naturaleza lo indica, un seminario constituye una instancia académica especializada para estudiar en profundidad la temática que proponemos. Su dinámica permite una participación interactiva entre especialistas y/o conferencistas y los participantes que acercan y exponen una propuesta de trabajo. Por ello, las conferencias están programadas para la reflexión de aspectos teóricos y metodológicos que iluminen distintos aspectos de la investigación de una figura significativa. Tras la exposición del trabajo en forma de ponencia, los participantes recibirán una devolución crítica por parte del coordinador de su mesa y preguntas del auditorio en el momento del debate abierto. Esta instancia de aprendizaje activo y colaboración recíproca permitirá a cada ponente reflexionar sobre su proceso y resultados preliminares de investigación para profundizar y reelaborar su trabajo en pos del Congreso 2020.

Tratándose de una reunión caracterizada por el hacer colaborativo, todos los participantes están invitados a escuchar y participaren todos los debates generados en el seminario, por ello su presencia es indispensable en cada una de las instancias. De esta manera, la modalidad del seminario resulta un trabajo continuado que enlaza momentos y espacios diversos: 1) un trabajo previo de escritura y presentación, 2) la presencia en las conferencias como espacios de aprendizaje 3) la exposición del trabajo en las mesas, 4) la recepción de la devolución del comentarista y las respuestas a las inquietudes de los participantes en los debates y 5) la reelaboración del trabajo con las sugerencias recogidas en las instancias previas en pos de la ponencia del Congreso Mundial del 2020.

En la primera conferencia general, Don Francesco Motto, sdb nos habló sobre conservar la memoria para escribir nuestra propia historia y construir la identidad. Es indispensable, señala Don Motto, lo que dice el Papa Francisco: para tener identidad hacer memoria y escribir la historia Menciona una cuestión fundamental: la historia se hace con fuentes documentales. Don Bosco ha insistido especialmente de las casas a través de las crónicas y la conservación de los documentos y presenta después Don Motto el aporte de los distintos rectores mayores a este hábito de “conservar la memoria”.

Finalmente señala la importancia de hacer histórica con sentido crítico y de forma científica, estudiando las teorías, metodologías y contextos locales. El problema, señala, es encontrar personas dentro de la congregación que se dediquen a la historia.

Se abrió un interesante debate sobre cómo de construir las historias hagiográficas y la conservación y toma de consciencia muy reciente sobre los archivos y el patrimonio histórico de las Congregaciones. Se concluye la necesidad de una política cultural de la Congregación en sintonía con los laicos y la sociedad civil.

https://donboscosur.wixsite.com/acssa/conferencias-generales

Tras un intervalo se abre la primera mesa “Mujeres significativas en el campo de las misiones que coordinó la Hermana Ana María Fernández. Expusieron las Hermanas Jenny Cruzat, fma de Perú sobre “Sor María Victoria Orihuela (1859-1911) y la Hermana Gloria García Pereira en nombre de la Hermana Vilma Parra sobre “Sor María Concepción Posada Posada (1903-1996).

Tras la exposición de ambas ponencias, la Hermana Ana María Fernández, comenta los rasgos sobresalientes de cada estudio y resalta la importancia de ser fieles a la consigna de la innovación de las figuras, más allá de la búsqueda de santidad.

En el debate se señala la importancia de documentar con fuentes históricas las aseveraciones para que no sean trabajos retóricos sino históricos. También se sugiere tener en cuenta la diversidad territorial en la vida de las misioneras interrelacionada con el tiempo histórico y la posibilidad de pensar estas historias desde la historia de las mujeres.

https://donboscosur.wixsite.com/acssa/mesas-y-ponencias

Finalmente se realiza la presentación de libros sobre figuras significativas

Libros sobre figuras significativas

BAFFUNDO, María, De generación en generación. Presencia significativa en la historia de las FMA en Uruguay. Hna Martina Petrini, Uruguay.

RAMÍREZ, Jorge Atarama, Monseñor Octavio Ortiz Arrieta. El obispo de los Andes Amazónicos. Lima: Editorial Salesiana, 2012. (Presenta David Franco Córdova)

GARCIA PEREIRA, Gloria Elena, Mujeres que hacen Historia. Hacia la Construcción de una Memoria Histórica de las FMA de América Latina. Provincia María Auxiliadora Medellín, Colombia, Colombia, 2002.

MARTINIC, Mateo, Monseñor Giacomini, paladín de magallanidad. (Presenta Salvatore Cirillo)

MARTINIC, Mateo y CIRILLO, Salvatore, En homenaje a monseñor José Fagnano en el centenario de su fallecimiento. (Presenta Salvatore Cirillo)

foto 3

Seminario Continental ACSSA Ramos Mejia /Argentina

MARTES 19

Se da comienzo a la segunda jornada del seminario con la lectura de una oración. Se leen mensajes de buenos augurios de la Presidenta de ACSSA Brasil y de la Hna. Marta Richoli de Bahía Blanca.
La Dra. Laura Mombello pronuncia la conferencia titulada “Las huellas del presente en las historias de vida”. Modera María A Nicoletti.

https://donboscosur.wixsite.com/acssa/conferencias-generales

Se habilita un espacio de preguntas. Surge la inquietud por las herramientas de la antropología para el uso del historiador en la reconstrucción histórica. En ese sentido, si hay una primera persona con quien dialogar, puede reconstruirse esas experiencias de vida a través de documentos. Se plantea que en todo trabajo con fuentes documentales interviene la interpretación del historiador. Asimismo se subraya también la diferencia entre el trabajo con personas que con documentos. Se expone la problemática del descarte de documentación en la actualidad. También la dificultad de la recreación, que no es necesariamente ficción. En el trabajo con las entrevistas hay que tener presente cuales son las preguntas del entrevistado, que suelen ser más importantes que las propias del entrevistador. También circulan inquietudes con respecto a la objetividad de la historia en la reconstrucción de estas experiencias, a través del uso de técnicas.

foto 4

Participantes del seminario continental ACSSA con la conferencista Dra. Laura Mombello

Luego de la conferencia se da inicio a la mesa 2, “Mujeres significativas en el campo de la educación y la escuela”, coordinada por Nicolas Moretti, con las ponencias de Martha Franco, fma y María Baffundo, fma (Uruguay) “Martina Petrini Prado, fma” (1874-1965); Gloria Elena García Pereira, fma (Bogotá) “Sor Isabel Moreno (1890-1962)”; Sandra Vitalia Armijos Salazar (Ecuador) “Sor Anna María Coppa fundadora y rostro del primer Normal Católico de Ecuador de 1940 a 1965”.

https://donboscosur.wixsite.com/acssa/mesas-y-ponencias

Luego de las exposiciones y la devolución por parte del coordinador se abre un espacio de preguntas. Allí se destaca la contextualización histórica de las figuras salesianas que se estudian. También surge la inquietud compartida por varios miembros de ACSSA de encarar un estudio acerca del rol de las religiosas en perspectiva de género, ya que han padecido la invisibilización por parte de la comunidad de historiadores y aun de la misma congregación.

Por la tarde se abre la mesa 3, “Figuras públicas salesianas: la interacción con la sociedad civil”, coordinada por Walter Paris. Se exponen los siguientes trabajos: Francesco Mottosdb (Italia), “Don Raffaele Piperni, Il padre spirituale della comunità italiana del nord California (1897-1930)”; Iván Ariel Fresia sdb (Argentina), “Círculos de obreros, redes parroquiales y participación política. Carlos Conci, un actor social invisibilizado, 1915-1925”; María Andrea Nicoletti (Argentina), “Monseñor Jaime de Nevares: ´Don Jaime’, Pastor de Neuquén” (1915-1995); Salvatore Cirillo (Chile), “Giacomini y Magallanes. El florecer de una obediencia”.

Tras las presentaciones y los comentarios del coordinador, se abre un espacio de preguntas a los expositores. Se destaca la invisibilización de Conci por parte de la historiografía nacional, aun cuando ha tenido una participación activa con otros referentes del catolicismo social que sí han sido rescatados. Al mismo tiempo, se indaga en la acción apostólica de Monseñor De Nevares comprometido con el apostolado social y los Derechos Humanos.

Luego de la pausa de merienda se procede a la presentación de los siguientes libros:

. David Franco Córdova, La basílica de María Auxiliadora de Lima. Cronología (1916-2016), Lima: Editorial Salesiana, 2016.

. David Franco Córdova, La Cripta del Perpetuo Sufragio: Un siglo de arquitectura y arte funerario en Lima (1917-2017), Lima, Editorial Salesiana, 2017.

. Iván Ariel Fresia, María A. Nicoletti y Juan Picca (Comp.), Iglesia y Estado en la Patagonia. Repensando las misiones salesianas. 1880 – 1916, Pro historia, Rosario, 2016. (Presenta María A. Nicoletti)

.  María A. Nicoletti, Misionar en la Patagonia. La figura de Ceferino Namuncurá, AbyaYala, Quito, 2015.

. Ana María Fernández, Con letra de mujer. La crónica de las Hijas de María Auxiliadora en la Misión Nuestra Señora de la Candelaria. Periodo de los orígenes. 1895-1916, Didascalia, Don Bosco, Buenos Aires, 2014.

. Simón Kuzmanich, Cuatro pueblos y un destino (Presenta Salvatore Cirillo)

. Mateo Martinic, Trascendencia de la acción en Magallanes en el centenario 1887-1987. (Presenta Salvatore Cirillo)

Luego de la cena, el padre Stanislaw Zimniak sdb presenta la página web del Istituto Storico Salesiano, el ACSSA general y los distintos ACSSA regionales.

foto 5

Participantes del Seminario Continental ACCSA Ramos Mejia/Argentina

 

Miércoles 20

Se inicia la mañana con la oración de un salmo en todos los idiomas.
Luego, la superiora de las Hijas de María Auxiliadora dirige unas palabras.
A continuación, la doctora Marta Ruffini (Argentina) dicta la Conferencia General “Metodología de la Investigación y contextosocio-histórico. La construcción de las biografías enla perspectiva actual de las Ciencias Sociales”.

https://donboscosur.wixsite.com/acssa/conferencias-generales

A continuación se abre un interesante espacio de debate poniendo en relación los trabajos personales con las consideraciones metodológicas de la exposición.

Luego de la pausa-café, se da inicio a la mesa 4 “Figuras salesianas, cuidado del patrimonio cultural y arquitectónico”, coordinada por Francesco Motto. Participan los siguientes expositores: Juan Antonio Lázara (Argentina)“Florencio Martinez, sucesor de Ernesto Vespignani: iglesias salesianas de exportación”; David Franco Córdova (Perú), “RP Carlos Paness (1856-1923)”. Mónica Jiménez (Colombia), “Giovanni Buscaglione: coadjutor insigne de laOficina de Arquitectura e Ingeniería del ColegioSalesiano de León XIII”.

https://donboscosur.wixsite.com/acssa/mesas-y-ponencias

A la tarde, con posterioridad al almuerzo, se emprende el viaje a Capital Federal para visitar sitios salesianos de interés histórico en el barrio de Almagro.

En primer lugar, se visita la primera basílica dedicada a María Auxiliadora en América, en el colegio de las Hijas de María Auxiliadora. En la misma casa se visita el Centro de Espiritualidad Misionera, donde se encuentra un museo acerca de las misiones de la congregación en la Patagonia argentina.

De allí visitamos el Archivo Central Salesiano de la Inspectoría Sur, con la explicación a cargo del P. León. Se recorre el archivo y se atiende a las explicaciones de las encargadas del mismo.

Luego de una merienda en la cantina del Colegio Pio IX, se hace una visita guiada a la basílica de María Auxiliadora con explicaciones de arte religioso a cargo de Juan A. Lázara.

  foto 6

Jueves 21

Se inicia la jornada con la presentación de la página web “Memoria histórica” de la Inspectoría de Bogotá: http://www.salesianosbogota.org/index.php/memoria-historica. Se pueden bajar los documentos de trabajo que ayuden al rescate de la memoria de las historias locales, inspectoriales, etc.

Posteriormente se abre la mesa 4: “Figuras de salesianos misioneros y en el campo social, entre el pensar y el hacer”. Coordinadora: María A Nicoletti

Expone en primer lugar el P. Walter Paris (Argentina), con el trabajo “Domingo Milanesio: humanismo cristiano en conflicto con la ideología y la praxis dominante (Fines de S XIX e inicios del XX)”. Este trabajo profusamente documentado busca desmitificar la figura del “misionero universal”, a través de sus intervenciones y relaciones políticas con los gobernadores, los superiores, las autoridades eclesiástica. También de su trabajo en favor de los indígenas de la Patagonia y de sus inquietudes intelectuales por el desarrollo económico y educativo del territorio.

Nicolás Moretti (Argentina), expuso el trabajo: “´Un soldado en el campo de batalla´. Pedro Tantardini y la obra salesiana en Córdoba. 1905 – 1929”. Este sólido trabajo de investigación recorre la figura de Tantardini desde su “invisible militancia” educativa y formativa para combatir el laicismo de la época.

Diego Solano (Colombia), nos dio a conocer la figura de “Remigio Rizzardi: el Padre de la apicultura en Colombia”. Este salesiano fue decisivo en el desarrollo de la apicultura colombiana y especialmente reconocido por el Estado colombiano.

Finalmente el salesiano Antenor Da Silva, sdb (Brasil), puso a consideración la desconocida figura de el “P. Carlos Leôncio da Silva, um salesiano do século XX, cuja açãofoi incisiva e innovadora”, acercándonos el pensamiento de un filósofo y pedagogo de la educación de su época y del sistema preventivo.

La coordinadora resalta la solidez documental de los trabajos y las similitudes e hilos conductores históricos de estas cuatro figuras: Una excesivamente visibilizada mitificada al punto de crear un mito (Milanesio), otra que busca la invisibilización para actuar ideológicamente entre bambalinas (Tantardini), una tercera que es invisible hacia adentro de la Congregación pero sumamente reconocida por la sociedad civil y el Estado en su país (Riggiardi) y finalmente un pensador invisibilizado hacia adentro y hacia afuera de la Congregación (Leoncio da Silva).

Las intervenciones y preguntas buscan conocer los motivos de las excesivas o nulas visibilizaciones e invisibilizaciones.

Posteriormente se da inicio a  la conferencia de Joaquín Torres sdb (España) sobre “Gaspar Mestre y la escuela salesianade escultura en madera”. Luego de la interesante presentación sobre las esculturas en madera realizadas en Sarria (Barcelona), se abre un espacio de debate y preguntas.

Luego del almuerzo, se emprende rumbo a Capital Federal para visitar la parroquia salesiana de La Boca (primera parroquia salesiana en el mundo), donde nos recibe el Padre Director. El Padre Alejandro León hace la visita guiada y relata la historia del templo. A su término, y luego de una breve visita a la Plaza de Mayo y la catedral Metropolitana, se visita el museo de la Iglesia Mater Misericordiae o Iglesia de los italianos, destino de los primeros salesianos que arribaron a América en 1875.

 foto 7

Centro espiritual misionero. Hijas de María Auxiliadora (Almagro/Buenos Aires)

 foto 8

Iglesia San Juan Evangelista (La Boca/Buenos Aires)

 

 Viernes 22

Después de la misa con el P. Inspector se inician las actividades de la última jornada. Don Zimniak expone una síntesis histórica acerca del desarrollo del Istituto Storico Salesiano y del ACSSA con el título: “Associazione cultori di storia salesiana” al servicio della promozione della ricerca storica sulla realtà salesiana nel mondo”. file:///G:/Congresos%202019/Seminario%20americano%20Salesiano%202019/
Zinmiak%20ASSOCIAZIONE%20>CULTORI%20DI%20STORIA%20SALESIANA-definitivo-33.pdf

 

foto 9

Don Franceso Motto ha preparado una intervención orientativa para la ponencia del Congreso Mundial 2020, con algunos criterios fundamentales.

foto 10

  1. Criterios Generales
  1. Determinar bien el título o subtítulo asignado a su personaje.
  2. Justificar la elección en la introducción
  3. Reducir los datos biográficos a lo esencial
  4. El texto del informe debe contener eventos, reflexiones, juicios con base histórica que estén documentados y sean documentables: a) contextualización exclusivamente necesaria para explicar la figura b) Fuentes variadas y de distintos archivos c)el impacto de la acción del protagonista en la comunidad salesiana, eclesial, civil c) la existencia de otras opiniones sobre el tema (bibliografía) d) Emitir un juicio crítico sobre el conjunto de opiniones.
  5. Tener en cuenta al lector que no pertenece necesariamente a la Familia salesiana.
  6. Tener en cuenta el carácter del personaje y su acción para indicar los límites y aspectos problemáticos o valores teniendo en cuenta el conjunto social, por ejemplo la comunidad donde vivía.
  7. El lenguaje medido, coherente y controlado siempre basado en la documentación, tratando de evitar el lenguaje “religioso”.
  8. No abusar de las citas entre comillas con frecuencias
  9. Sacar breves conclusiones
  10. Texto final de no más de 60.000 caracteres con espacios y bibliografía incluida.
  1. Para un acercamiento crítico a las Fuentes Salesianas de nuestro trabajo

 

  1. Los textos literarios como fuente histórica
  2. Fuentes salesianas
  3. Fiabilidad y tipología de las fuentes salesianas (crónicas de la casa, recuerdos personales, autobiografías, diario de un hermano/hermana/correspondencia personal, reconocimiento en la vida y elogios funerarios/fuentes orales/audiovisuales)
  4. Por qué siempre indique las fuentes de su investigación (manuscritas o impresas)
  5. Localización de las fuentes salesianas

Tras la intervención de Don Motto se abre el espacio de comentarios y preguntas.

Después del café Don Francesco Motto hace la evaluación del seminario. Marca la falta de personas de distintos países de América. Alrededor de 100 personas han participado contando todos los seminarios continentales. El nivel de las ponencias en Argentina ha sido bueno y todos han podido participar e intervenir. Hay un óptimo nivel de interés. Agradecer las visitas que hemos hecho a los lugares históricos salesianos. Han sido un interesantísimo complemento para nuestros trabajos.

Hay que pensar en el futuro del ACCSA, no sólo de los Congresos y Seminarios. Es importante el rol de los Inspectores que permitan y estimulen para la dedicación a la Historia por ello hay que crear una opinión común, una política cultural de la Congregación. Cada miembro puede propagar personalmente en sus casas sobre la experiencia de estos seminarios y de la historia salesiana.

Se abre el debate y la participación de todos para la valoración y evaluación del encuentro.

A cura di Dra.María Andrea Nicoletti Navarro y Nicolás Moretti

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

Seminario Continental Americano: Figuras Salesianas innovadoras y significativas en el siglo XX



Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

Wim Provoost: Correspondence Belge de don Bosco (1879-1888)

provoost

Au XIXe siècle, de nombreux catholiques considéraient Don Bosco comme un saint vivant. En Belgique aussi, son choix radical pour la jeunesse pauvre se fait connaître par la presse. Il est le sujet de conversation dans les meilleurs milieux et sa biographie est dévorée. Un certain nombre de Belges décident de lui écrire une lettre: ils lui confient leur joie et leur chagrin. Dans les archives salésiennes de Rome et d’Oud-Heverlee, presque deux cents lettres ont été conservées que don Bosco ou don Rua ont reçues de la Belgique. Ces lettres ont été écrites entre le 21 février 1879 et le 25 février 1888. Par ces lettres, on ouvre une fenêtre sur les relations entre les Belges et don Bosco au cours des dix dernières années de sa vie et on brosse une image du cadre social et religieux des correspondants.

Nel diciannovesimo secolo, molti cattolici consideravano don Bosco un santo vivente. Anche in Belgio, la sua scelta radicale per la gioventù povera è resa nota dalla stampa. È oggetto di conversazione nei migliori circoli e la sua biografia è divorata. Un certo numero di belgi decide di scrivergli una lettera: gli affidano la loro gioia e il loro dolore. Negli archivi salesiani di Roma e Oud-Heverlee sono state conservate quasi duecento lettere che don Bosco o don Rua hanno ricevuto dal Belgio. Queste lettere furono scritte tra il 21 febbraio 1879 e il 25 febbraio 1888. Con queste lettere aprano una finestra sui rapporti tra i belgi e don Bosco negli ultimi dieci anni della sua vita e presentano un’immagine della compagine sociale e religiosa dei corrispondenti.

Wim Provoost (1978), professeur de religion et d’histoire. Mémoire de maîtrise, Université de Gand, 2004 – Don Bosco illustré. Développement de l’image de don Bosco en Flandre 1860-1960. Il a publié dans les Atti del 6° Convengo Internazionale di Storia dell’Opera Salesiana (2015): Da “sacerdote zelante” a “pioniere dell’Azione Cattolica”. L’immagine di don Bosco nel Belgio (1879-1934) [De “prêtre zélé” à “pionnier de l’action catholique”. L’image de Don Bosco en Belgique (1879-1934)].

Wim Provoost (1978), professore di religione e storia. Tesi di laurea all’Università di Gent, 2004 – Don Bosco illustrato. Sviluppo dell’immagine di don Bosco nelle Fiandre 1860-1960. Ha pubblicato in Atti del 6 ° Convegno Internazionale dell’Opera di Storia Salesiana (2015): Da sacerdote zelante” a “pioniere dell’Azione Cattolica”. L’immagine di don Bosco nel Belgio (1879-1934).

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

Secondo seminario continentale ACSSA Africa-Madagascar (4 – 9 mars 2019 Nairobi)

Sulle orme dei nostri pionieri
nella missione salesiana

Don Bosco Youth Educational Services
DBYES
Dagoretti Market Road
P.O. Box 2
Karen – 00502 NAIROBI Kenya

 

Programma

Lunedì 4 Marzo 2019
Liturgia: inglese, gruppo primo nome Sr. Virginia Bickford FMA
07.30  Lodi
08.00  Colazione

Mattinata

Moderatore: Don Stanisław Zimniak
08.45  Apertura e saluti
Don Angel Artime Fernandez SDB – Rettore Maggiore
Sr. Yvonne Reungoat FMA – Madre Generale
Don Asira Lipuku Simon  SDB –  Ispettore AFE
Sr. Ndekezi Gisele Umurerwa FMA – Ispettrice AFE
Don Mwangi Waruni Samuel SDB – direttore DBYES
Don Francesco Motto SDB – Presidente ACSSA

10.15  Intervallo

10.40 Don Germain Kivungila SDB: Biographie du Père Picron. La période d’histoire ecclésiastique du Congo Belge de 1950-1960. La problématique de la lutte scolaire et essais de pastorale vocationnelle
11.20 Sr. Maria Teresa Aňaňos FMA : Père “Père César Fernandez SDB AFO, ucciso il 15.02.19 alla frontiera tra il Togo e il Burkina Faso

12.15  Celebrazione Eucaristica: Presiede Don Asira Lipuku Simon  SDB –  Ispettore AFE
13.00 Pranzo

Pomeriggio

Moderatrice: Sr. Maria Rohrer
15.00  « Memoria 2011 »: Laboratori
Presentazione  breve degli Atti 2011: Don Francesco Motto SDB

17.30  Intervallo

18.00  Sr. Inácia Eugènio Chaquisse FMA: A paixão educativa: o ser e viver da Ir Maria Gertrudes de Rocha FMA, 1962-2012
19.00  Vespro
19.30 Cena
20.30  Autopresentazione dei presenti

Martedì 5 marzo 2019
Liturgia: francese, gruppo primo nome Sr. Marie Marthe Ekengbi FMA
07.30  Eucaristia con Lodi: Presiede Don Stanisław Zimniak
08.15  Colazione

Mattinata

Moderatore: Don Francesco Motto
09.00  Signor Richard Wato:L’Archivio / Catalogazione / Digitalizzazione

10.00  Intervallo

10.20  Sr. Virginia Bickford FMA: Suor Rosa Farina, FMA; pioniera in Kenya
11.00  Don John Dickson SDB : William Richard Ainsworth 1908 – 2005); Un leader per gli adulti: primo delegato ispettoriale salesiano nell’Africa del Sud
11.40  Sr. Charmaine de la Chaumette FMA: Suor Celine Mc Mahan FMA

12.20 Dibattito – condivisione

13.00 Pranzo

Pomeriggio

Moderatore: Don Mwenda Dietrich SDB
15.00  Fr. Albert Sébastien Ramadan SDB : Profil du Père Yvon Réaudin SDB
15.40  Sr. Alice Lucia Razanatoany FMA: Suor Saveria Azzolina una missionaria FMA chi ha inculturato il carisma a Manazary, Madagascar

16.30  Intervallo

17.00  Don Waldemar Zbigniew Westerling-Molenda SDB: Salesian Character and Personalities in ZMB- Fr. Józef Edward Ojczyk SDB,12.05.37 †26.10.2004   . Fr. Piotr Malec SDB,18.08.65 †06.05.2015. Sem. Clement Mwamba Mutamba SDB,19.11.82 †07.12.2012
17.40  Sr. Pascaline Affognon FMA : La contribution des jeunes africains à la croissance du charisme salésien en Afrique de l’Ouest
18.20  Dibattito – condivisione

19.00  Vespro
19.30 Cena
20.30  Buona Notte: Partecipanti del Kenia: Presentazione della situazione e delle loro presenze in Kenia

Mercoledì 6 Marzo 2019 – Mercoledi delle ceneri
Liturgia: italiano, gruppo primo nome Don Germain Kivungila SDB
07.30  Eucarestia delle cenere con Lodi: Presiede Don Germain Kivungila
08.15  Colazione

Mattinata

Moderatore: Sr. Virginia Bickford FMA
09.00  Sr. Marie Marthe Ekengbi Ndong FMA : Jeanne des petits, Sœur Jeanne Vincent FMA, pionnière de la mission de Port-Gentil, Gabon
09.40 Don Dietrich Mwenda SDB: Biografia da Fr. George Padinjaraparampil

10.30  Intervallo

10.50  Sr. Maria Rohrer FMA : La Tunisie entre Indépendance 1956 et « Modus Vivendi » 1964 . Années difficiles, incertaines, commentées par Sœur Blandine Roche FMA dans ses lettres à Sœur Marie Thérèse Warnault FMA
11.40 Don Thomas Anchukandam SDB: Preserving and Passing on the ‘Memory’ in the Salesian Tradition

12.20 Dibattito – condivisione

13.00 Pranzo

Pomeriggio

Moderatore: Sr. Marie Marthe Ekengbi Ndong FMA
15.00  Don Francesco Motto SDB: Different Literary Genres – Critical Approach to Salesian Sources (Metodologia storica delle fonti salesiane più comuni)
15.40  Sr. Grazia Loparco:  Figure Salesiane: introduzione alla ricerca storica

16.30  Intervallo

17.00  Don Stanisław Zimniak SDB: Associazione Cultori di Storia Salesiana al servizio della promozione della ricerca storica sula realtà salesiana nel mondo
17.40  Sr. Maria Rohrer FMA :  La cronaca
18.20  Dibattito – condivisione

19.00  Vespro
19.30 Cena
20.30  Buona Notte: Don Simon Asira Lipuku, ispettore AFE

Giovedì 7 marzo 2019
Visita all’Archivio Nazionale, Basilica MA, Urna di Don Bosco
Liturgia: inglese, gruppo primo nome Waldemar Zbigniew Westerling-Molenda
Incaricati della giornata: Sr. Virginia Bickford FMA; Fr. Dietrich Mwenda SDB
07.30  Colazione
08.00  Partenza
09.30  Visita guidata all’Archivio Nazionale
13.00  Picnic
14.00  Visita al Santuario Maria Ausiliatice
Momento di preghiera vicino all’Urna di Don Bosco
15.30  Eucaristia: Presiede Felice Molino SDB
19.30 Cena

Venerdì 8 marzo 2019
Liturgia: portoghese, gruppo primo nome Sr. Inacia Eugènio Chaquisse FMA
07.30  Eucaristia con Lodi: Presiede Don  Fracisco Lourenço Gonçalves SDB
08.15  Colazione

Mattinata

Moderatore: Don Germain Kivungila SDB
09.00  Cesare Bullo SDB: Bishop Sebhat – Leab Worku 1919 – 1991
09.30  Don Stanisław Zimniak SDB: Relazione sui tre seminari continentali realizzati – India, Europa, Asia East-Oceania
09.45 Don Stanisław Zimniak SDB: Procedura e requisiti necessari per essere ammesso all’ACSSA

10.00  Intervallo

10.50  Don Francesco Motto SDB: Presentazione del Convegno intercontinentale, novembre 2020 in Europa
11.40 Don Stanisław Zimniak SDB: Presentazione del sito ISS-ACSSA
12.20  Don Stanisław Zimniak SDB: Gli ambiti e il valore scientifico delle ricerche realizzate dall’Istituto Storico Salesiano

13.00 Pranzo

Pomeriggio

Moderatore: Sr. Maria Rohrer FMA
15.00  Bro. Reginald Cruz: Redazione di una biografia
Conferenza e dibattito

16.30  Intervallo

17.00  Progetti per il futuro ACSSA in Africa (riflessione e proposte)
17.20  Valutazione del seminario in gruppi
18.20  Valutazione condivisa:
Don Francesco Motto SDB, sr. Maria Rohrer FMA, don Germain Kivungila SDB e don Stanislaw Zimniak SDB : Conclusione – Investire nel futuro tutelando la memoria: suggerimenti per la custodia del patrimonio documentario salesiano – salutie ringraziamenti

19.00  Vespro
19.30 Cena
20.30  Serata allegra: canti suoni, balli dei partecipanti

Sabato 9 marzo 2019
Liturgia: inglese e……, gruppo primo nome Don Germain Kivungila SDB e canti in altre lingue già presenti durante la settimana
07.00  Lodi
07.30  Colazione
09.00  Eucaristia conclusiva: Preside Don Francesco Motto SDB
Partenze

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

[Top]

P. PEDRO CREAMER GÓMEZ, sdb (1931-2019)

Creamer

La Inspectoría Sagrado Corazón de Jesús ora por el descanso eterno del padre Pedro Creamer, sdb, quien falleció el día 4 de febrero en horas de la tarde. Su cuerpo es velado en la Capilla de la Casa Inspectorial (Madrid E12-68 y Andalucía). Hoy, 5 de febrero a las 12:00 se llevará a cabo una Eucaristía en su memoria presidida por el padre Francisco Sánchez, Inspector. Mañana, 6 de febrero a las 15:00 se llevará a cabo la Eucaristía de Cuerpo Presente y sus honras fúnebres.

Nacido en Quito, el 1 de agosto de 1931, cuarto hijo de José Alcides y María Lucila. Los estudios primarios los realizó en su ciudad natal. En Cuenca cursó los estudios secundarios, en el Normal Orientalista Salesiano. Terminados los años de Aspirantado pasó al Noviciado en Yanuncay – Cuenca, allí hizo su Profesión religiosa (1949). Regresó luego a Cuenca, para cursar los estudios de Filosofía y Pedagogía.

Los años de tirocinio práctico los realizó en Cuenca en el Colegio Normal Orientalista y dos años en la Misión Amazónica de Limón-Indanza. Los estudios de Teología los cursó en el Instituto Teológico Internacional Salesiano de Bogotá (1956-1960). Los dos primeros años de sacerdocio los dedicó a la juventud del Colegio Santo Tomás Apóstol de Riobamba (1961-1963). Poco antes de ordenarse sacerdote permaneció en México (1964 a 1967), dos años en Puebla y dos años en Guadalajara. De regreso al Ecuador (1964), fue destinado al Noviciado de Cayambe y luego al Colegio Spellman de varones, en Quito.

Sus estudios Superiores de Catequesis y Pedagogía, los realiza en Francia, primero en el Instituto Católico de París y luego en la Universidad Estatal de Estrasburgo. De regreso al Ecuador, fue nombrado Encargado de la Pastoral Juvenil de la Inspectoría y los Obispos le solicitaron la colaboración como Director del Departamento de Catequesis de la Conferencia Episcopal. Participó en varios Encuentros Latinoamericanos del CELAM y en la Tercera Conferencia General de los Obispos, en Santo Domingo, República Dominicana, como asesor teológico de los Obispos ecuatorianos.

La necesidad de trabajar por los indígenas de la Sierra llevó a la Inspectoría a tomar la decisión de fundar una obra a favor de estos pueblos Quichuas. Fue escogida la zona del alto páramo del Cotopaxi, cuyo centro principal es Zumbahua. El P. Pedro fue encargado, por el Inspector y el Consejo, para empezar esta nueva presencia educativa y evangelizadora, junto con las Madres Lauritas. La presencia salesiana empezó el año de 1971 y fue bien recibida por la población, siendo así el fundador de la Misión Indígena De Zumbahua (1971).

El P. Julio Terán Dutari, Rector de la PUCE, le solicitó la colaboración en la docencia universitaria, en la Facultad de Teología, desde el año 1968. Estuvo al frente del Departamento de Ciencias Religiosas, como su Director, durante tres años. La Facultad necesitaba de un docente especializado en Teología Pastoral; el P. Inspector, P. Carlos Valverde, lo apoyó a fin de que fuera a España, a la Universidad de Salamanca, para obtener el Doctorado en Teología Pastoral (1980).

En 1981, fue nombrado Director del Teologado que se abría en la nueva sede de las Obras Sociales de La Tola. “Un día, me llegó una carta procedente de Roma, del Rector Mayor de los Salesianos, Don Egidio Viganó que decía sencillamente: Padre Pedro, has sido nombrado Inspector del Ecuador. Ponte en oración y envíame tu respuesta a la brevedad posible. Sé generoso”. Así fue. Los seis años de gobierno, entre 1981 y 1987.

Entre las grandes satisfacciones que tuvo en este período de su vida salesiana, fue la creación de una nueva presencia salesiana en Esmeraldas, el apoyo a las Misiones Andinas y a la Obra de los Chicos de la Calle y la participación en el Capítulo General XXII.

Terminado su periodo solicitó al Rector Mayor, un tiempo de descanso, un “año sabático”, aunque sólo duraría un semestre en el cual fue a Roma, a la Universidad Pontificia Salesiana (UPS), a seguir un semestre académico de aggiornamento teológico y bíblico. Regresó a Ecuador a continuar con la docencia en la Universidad Católica, hasta obtener el mayor título académico de la Facultad de Teología. Cumplidos los 25 años de docencia y al llegar a los 75 años de edad se acogió a la jubilación.

Del 2002 al 2007 fue Párroco la Iglesia de María Auxiliadora de El Girón y Director del Archivo Histórico Inspectorial Salesiano. Entre otros cargos desempeñados fue Decano de la Facultad de Ciencias Religiosas en la Universidad Politécnica Salesiana. Miembro de la Academia Ecuatoriana de Historia Eclesiástica y del Instituto de Historia de Roma. Entre sus principales publicaciones constan las siguientes: Iglesia y Sociedad en el Ecuador, Proyecto de planificación de la Catequesis Escolar, La Teología latinoamericana de la liberación, Un siglo de presencia salesiana en el Ecuador.

Fuente: Archivo Histórico Inspectorial

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

Giovanni Bosco, Epistolario. Vol. VIII (1882-1883)

Epistolario Bosco VIII

Da pochi giorni è disponibile presso l’editrice LAS di Roma l‘ottavo volume dell’Epistolario di don Bosco in edizione critica, curato dal direttore emerito dell’Istituto Storico Salesiano, don Francesco Motto. Raccoglie 394 lettere del biennio 1882-1883, molte delle quali inedite (con tutte le ovvie conseguenze per una miglior conoscenza della vicenda umana e spirituale del santo).

 I destinatari delle lettere sono, come al solito, diversissimi per estrazione sociale, ruoli esercitati nella società e nella chiesa, condizioni di vita, età, interessi, nazionalità, luoghi di residenza, lingua ecc. Complessivamente il 45% delle lettere è rivolto ai benefattori, poco meno del 40% è quello indirizzate ad esponenti del clero. I soggetti trattati, numerosissimi, sono facilmente individuabili attraverso la serie degli indici finali.

Il volume si differenzia da quelli precedenti per alcune particolarità. Anzitutto per il fatto che un buon 25% delle lettere sono in lingua francese: un francese invero più “parlato” che scritto, di “sapore” italiano più che d’oltralpe. In secondo luogo il destinatario con maggiori lettere non è il papa, né un vescovo, ma una quarantenne benefattrice francese Claire Louvet, che da questo momento intreccia con don Bosco un fitto carteggio di indole spirituale continuato praticamente fino alla morte del santo. Infine si tratta di un corpus di lettere di cui oltre la metà scritte lontano da Torino-Valdocco. In effetti lungo il biennio considerato don Bosco è stato “fuori casa” complessivamente un anno intero, di cui 6 mesi in Francia.

Bastano questi pochi dati per rendersi conto del valore storico-biografico-spirituale di tale corrispondenza. Il filo rosso che collega fra loro le singole lettere è la quotidianità della vita di don Bosco, intessuta di grandi eventi (i lunghi viaggi, il trionfo di Parigi, la folta spedizione missionaria, la fondazione di nuove case, l‘impresa patagonica, le prime nomine vescovili salesiane, la sofferta chiusura delle aspre vertenze con mons. Gastaldi…), ma anche e soprattutto la mole di impegni di ogni giorno: gli appuntamenti comunitari e le udienze private, lo studio e le letture, le visite a famiglie di benefattori e benefattrici, la redazione di appelli alla beneficienza, il disbrigo della folta corrispondenza.

 Quello che emerge dalle lettere del biennio qui considerato è un don Bosco a tutto campo che, benché ormai fisicamente fragile, dà tutto se stesso per mantenere vitale e consolidare la congregazione da lui fondata. Essa ormai cammina sulle proprie gambe, ma don Bosco anche da lontano ne rimane al vertice, punto di riferimento indispensabile per suoi maggiori problemi, procuratore irrinunciabile di risorse economiche essenziali all’inarrestabile suo sviluppo, battagliero difensore delle proprie convinzioni. vigile “padre e maestro” di giovani, di confratelli, di corrispondenti. Non è certo l’ombra di se stesso come è stato detto; lo sarà solo successivamente e in effetti lo si vedrà nei prossimi due volumi.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]

Diccionario Biográfico Salesiano de España

diccionario spagnolo

 

Este Diccionario Biográfico Salesiano de España responde a un proyecto largamente anhelado por la Asociación de Historiadores Salesianos Españoles y recientemente encomendado por el Rector Mayor, don Ángel Fernández Artime, a ACSSA-España. Se trata de una contribución a nuestra memoria histórica colectiva ofreciendo un justo homenaje a los salesianos que nos han precedido en España y que con su trabajo han encarnado, a lo largo de la historia, el carisma salesiano en favor de la juventud de nuestro pueblo, desde el lejano 1881, en que llegaron los primeros salesianos a nuestra patria, hasta hoy, 2018.

 

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
[Top]