appunti di pedagogia (2)

Appunti di pedagogia di Giulio Barberis (1847-1927)

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Raccolta di Ricerche Storiche Salesiane

Ricerche Storiche Salesiane vol68 2017 A036 n1

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Un clero per la «città nuova»

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Atti-ACSSA2015

Percezione della figura di don Bosco all’esterno dell’opera salesiana (SDB e FMA) dal 1879 al 1965

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Raccolta di Ricerche Storiche Salesiane

Ricerche Storiche Salesiane vol67 2016 A035 n2

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Riunita la nuova Presidenza ACSSA

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Mogliano Veneto 2016

Il servizio dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice durante la Grande Guerra

Si è  svolto a Mogliano Veneto (Treviso, Italia) con soddisfazione di tutti i numerosissimi partecipanti, il convegno nazionale di studio...

POZZO Vittorio

I salesiani di don Bosco nel paese dei cedri

Un nuovo volume di Vittorio Pozzo SDB. *** L’Istituto Storico Salesiano, l’Ambasciata del Libano presso la Santa Sede, la Casa Editrice...

Epistolario, (Don Bosco) vol. VII (1880-1881).

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BENEDIKTBEUERN GERMANIA 31 OTTOBRE – 4 NOVEMBRE 2012a

Benediktbeuern (Germania) Lo stato della storiografia salesiana nella regione

SEMINARIO EUROPEO Lo stato della storiografia salesiana nella regione. Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale Benediktbeuern 31 ottobre – 4 novembre 2012 http://www.seminarioeuropeoacssa.altervista.org/...

CACHOEIRA DO CAMPO BRASILE 17-20 MARZO 2012

Cachoeira do Campo (Brasile) Lo stato della storiografia salesiana nella regione. Conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale

Seminario americano di storia salesiana. L’appuntamento avrà luogo in Brasile a “Retiro das Rosas” – Rodovia dos Inconfidentes, Km 75...

Kenia_Karen_Convegno14102011

Storia dell’Opera Salesiana in Africa-Madagascar

I Convegno Internazionale di Storia dell’Opera Salesiana in Africa-Madagascar  

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Preparazione del 5° Convegno Internazionale dedicato al rettorato di don Michele Rua

All’inizio della riunione i Membri presenti della Presidenza hanno voluto ricordare il defunto don Ramón Alberdi, primo Presidente dell’ACSSA, il...

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Ricerche in vista del 5° convegno internazionale su don Michele Rua

Al centro dei lavori è stata la valutazione dell’andamento delle ricerche in vista del 5° convegno internazionale su don Michele...

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Category: ACSSA

Appunti di pedagogia di Giulio Barberis (1847-1927)

appunti di pedagogia (2)

Il sacerdote salesiano Giulio Barberis entra nella cerchia dei discepoli e collaboratori di don Bosco, riconosciuti come figure chiave per la genesi e lo sviluppo della Opera salesiana negli aspetti organizzativi, istituzionali, formativi e carismatici. Tra gli scritti inediti o pubblicati in formato litografico, meritano particolare attenzione, in prospettiva pedagogica, i suoi Appunti di pedagogia. L’edizione critica dei medesimi costituisce lo scopo del presente volume, che si apre con un’ampia Introduzione del curatore. Sottolineando le caratteristiche del lavoro, Barberis precisa che non si è proposto di scrivere “un trattato completo di pedagogia”, ma ha voluto offrire ai giovani educatori un aiuto “nel difficile compito di educare bene”. Dopo l’esposizione delle Nozioni generali, il corpo centrale degli Appunti di pedagogia di Barberis è diviso in cinque parti: Educazione fisica, Educazione intellettuale, Educazione estetica, Della pedagogia morale e religiosa (con una sezione intitolata: Del sistema preventivo). Lo scritto offre la testimonianza autorevole di un affezionato discepolo e attivo collaboratore di don Bosco. La fedeltà incondizionata e la profonda ammirazione per il metodo educativo del “padre, amico e maestro” non impedirono, anzi spinsero lo scrittore salesiano ad allargare la gamma dei suoi interessi verso gli scritti di pedagogisti ed educatori italiani e stranieri, antichi e moderni.

La Postfazione del volume invita i lettori, siano essi pedagogisti o educatori, a contribuire alla riflessione e a studiare in che modo uno scritto della fine dell’Ottocento, possa essere riletto e valorizzato anche oggi. In modo particolare vengono evidenziati alcuni elementi importanti in vista di un’eventuale articolazione comprensiva di quella che potrebbe essere chiamata “pedagogia salesiana”. A parte alcune criticità riscontrate, gli Appunti di pedagogia possono costituire uno dei “ponti” tra le idee e la pratica educativa di don Bosco e una eventuale elaborazione attuale ulteriormente sviluppata. Alcuni principi, individuati nel testo di Barberis, da una parte, e le metodologie e l’epistemologia pedagogica odierna, dall’altra, possono offrire uno strumentario idoneo per realizzare con fecondità e profitto l’invito suggerito.

(Dall’Introduzione di J. M. Prellezo, già docente ordinario di storia della pedagogia e dell’educazione nell’Università Pontificia Salesiana – dalla Postfazione di D. Grządziel, professore straordinario di pedagogia e di didattica presso la stessa Università).

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Italia – Seduta annuale della Presidenza ACSSA

foto ACSSA

Roma, Italia – 29 aprile 2017 – Il 29 aprile si è svolta nella casa Generalizia Salesiana la seduta annuale della Presidenza dell’Associazione Cultori Storia Salesiana (ACSSA). Vi hanno partecipato don F. Motto, presidente, don S. Zimniak, segretario, don J. Torres e sr G. Loparco per l’Europa, don A. Fresia e sr M. Imaculada da Silva per l’America, sr M. Roher e don G. Kivungila per l’Africa, don N. Impelido per l’Asia Est. Nel corso dei lavori hanno dato relazione del lavoro svolto, soprattutto in ambito archivistico e storiografico, le sezioni ACSSA nazionali d’Italia, Spagna, Polonia; sono stati approvati gli statuti delle sezioni Argentina e Brasile; si è preso atto dell’avvenuta fondazione della sezione India; e sono stati accolti 16 nuovi membri, con i quali ormai l’ACSSA sfiora i duecento iscritti. Don Zimniak ha presentato il bilancio economico e l’aggiornamento del sito ISS/ACSSA. Particolarmente importante è stata la programmazione del Convegno Internazionale previsto per il 2021 dal titolo provvisorio: “Figure salesiane incisive ed innovative nel secolo XX”. Data precisa e sede saranno fissate nel 2019, dopo lo svolgimento dei Seminari Continentali. Il Rettor Maggiore ha fatto una visita imprevista, si è congratulato con i presenti per quanto l’ACSSA sta facendo e ha rinnovato il suo pieno appoggio alle attività di formazione e di ricerca in programma.

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Un clero per la «città nuova»

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PREFAZIONE

di Augusto D’Angelo

 

Littoria, dal punto di vista storico, rappresenta un osservatorio interessante per molti motivi. È il centro di uno dei territori in cui il regime fascista sperimenta la sua progettualità da un punto di vista geografico, demografico ed urbanistico. Vi si avvia la trasformazione profonda di un territorio, con la bonifica dell’Agro pontino, con il trasferimento di popolazioni da altre zone d’Italia per la sua colonizzazione, con la creazione di una serie di nuovi agglomerati urbani.

Dobbiamo alla serietà della ricerca di Clemente Ciammaruconi un nuovo interessante ed approfondito contributo sulla presenza salesiana in questa realtà. Egli, nella sua già vasta produzione che riguarda prevalentemente l’ambito della storia sociale e religiosa, aveva già indagato il ruolo dei Salesiani che interagiscono con la trasformazione del territorio da parte del regime cercando di assicurare l’assistenza religiosa nella zona della bonifica a partire dal 1933. Il suo primo libro sul tema (Un clero per la «città nuova». I Salesiani da Littoria a Latina. I. 1932-1942. Roma 2005) ha rappresentato un contributo considerevole e ricco di spunti di interesse.

Questo nuovo volume ripercorre ora le fasi successive della presenza dei Salesiani che furono chiamati a garantire l’assistenza pastorale a Littoria da Pio XI proprio quando la regione pontina stava trasformandosi attraverso la bonifica integrale e la “città nuova” era appena un progetto in via d’iniziale realizzazione. Dapprima ci fu una parziale resistenza ad accettare la “missione”, ma nell’ottobre del 1933 i Salesiani accolsero l’invito del papa e si stabilirono nella cittadina in costruzione. Non era una situazione facile. Il territorio dipendeva dalla diocesi di Velletri e il clero diocesano non contava membri disposti a stabilirsi nell’Agro. La cura pastorale dei fedeli dispersi nei poderi gradualmente sottratti alla palude era affidata al parroco di Cisterna, ma le necessità erano superiori alle sue forze. La popolazione cresceva rapidamente per l’arrivo dei coloni, sparsi in una zona molto vasta.

All’inizio, la comunità salesiana che si stabilì nel territorio ammontava a cinque membri, i quali subito si affaccendarono per organizzare la cura pastorale a Littoria e in cinque borghi della zona che distavano dal principale centro abitato dai sette ai dieci chilometri.

La gran parte dei coloni proveniva dal Veneto e desiderava che ogni borgo avesse una presenza permanente del sacerdote. Il cardinale vescovo della diocesi suburbicaria di Velletri era all’epoca Enrico Gasparri, nipote di Pietro Gasparri il segretario di Stato che aveva firmato i Patti Lateranensi con il regime. Fu anche per rispondere a tali esigenze pastorali che il cardinale Enrico Gasparri scelse come vescovo residente un Salesiano, mons. Salvatore Rotolo, il quale in pochi anni riorganizzò la presenza del clero, assicurando la nascita, oltre che della parrocchia di S. Marco a Littoria, anche l’istituzione di altre cinque parrocchie nei borghi dei dintorni. In breve, i religiosi salesiani finirono per aumentare a sette sacerdoti e due fratelli consacrati.

Le fonti che Ciammaruconi esplora con diligenza ci mostrano una comunità religiosa sensibile alla propaganda del regime. Si tratta di una vicenda nota per ampie fasce della Chiesa italiana e che, all’epoca, solo pochi osservatori ecclesiastci guardavano con diffidenza. Tra questi, un ufficiale della Segreteria di Stato che scriveva a proposito dell’atteggiamento di clero ed episcopato nei confronti della guerra condotta in Etiopia dal governo fascista:

 “E il clero? Questo è il disastro più grande. Il clero deve essere calmo, disciplinato, obbediente ai richiami della Patria; è chiaro. Ma invece questa volta è tumultuoso, esaltato, guerrafondaio. Almeno si salvassero i Vescovi. Niente affatto. Più verbosi, più eccitati, più… squilibrati di tutti. Offrono oro, argento puri: anelli, catene, croci, orologi, sterline. E parlano di civiltà, di religione, di missione dell’Italia in Africa […]. Difficilmente poteva compiersi nelle file del clero un confusionismo, uno sbandamento, un disquilibrio più gravi e più pericolosi”.

Si trattava di Domenico Tardini, che poi sarebbe divenuto stretto collabora­tore di Pio XII e segretario di Stato di Giovanni XXIII.

Tuttavia, quando il regime sceglie di affiancare la Germania nazista in guerra, la distanza crescente si registra sia nelle cronache della casa salesiana sia nelle direttive dei vertici della famiglia religiosa. E man mano che il conflitto procede e le sue sorti cambiano, vengono annotati i segnali di una divaricazione sempre più profonda. Nel giugno 1943, in una chiesa di S. Marco affollatissima per la festa del Corpus Domini, “molto commentata e biasimata fu l’assenza completa delle autorità politiche e amministrative” della città. La mancata partecipazione di tutte le maggiori cariche istituzionali – che pure erano state invitate – dimostra come oramai i rapporti tra regime e mondo cattolico fossero logorati.

Dopo 1’8 settembre, sotto la minaccia dei rastrellamenti tedeschi, sono i Salesiani a raggiungere le case coloniche per avvertire i capifamiglia ed i ragazzi in età da lavoro di non farsi vedere a Littoria. E subito dopo lo sbarco di Anzio, ancora loro indicano la speranza del popolo per un rapido arrivo delle truppe alleate che liberi la città.

L’esperienza della guerra della comunità salesiana è quella registrata in molte altre realtà. I religiosi restano col popolo sotto i bombardamenti e sfollano con gli ultimi quando Littoria viene abbandonata. Trovano ricovero a Roma, ma sono anche tra i primi a tornare nel capoluogo pontino non appena l’Urbe viene liberata e possono muoversi verso Sud. Roma è libera il 4 giugno del 1944, don Carlo Torello ed i suoi tornano già il 6 giugno a Littoria – di lì a poco rinominata Latina — e trovano solo distruzione. La fase della ricostruzione è ancora lontana; prima c’è da sfamare la gente che ritorna in città e che non ha nulla. È l’espe­rienza della mensa, che distribuisce fino a 1.200 minestre al giorno. Ma è anche la stagione dell’epurazione che i Salesiani vogliono rendere meno dolorosa possibile: già la guerra è stata una punizione sufficiente, secondo don Torello. Egli entra nel Comitato di liberazione, chiamato ad istruire i dossier sugli epurandi e ad emettere un giudizio sulla loro condotta. Opera con saggezza conducendo anche gli altri membri a posizioni di clemenza e ragionevolezza.

Ciammaruconi ricostruisce con cura anche le prime vicende politiche del dopoguerra. A Latina, l’iniziale nucleo democristiano nasce senza collegamenti con gli organi centrali del partito. Ne fanno parte alcuni cattolici impiegati nelle istituzioni pubbliche, esponenti delle professioni, membri dell’associazionismo cattolico. Ad essi il parroco e la comunità salesiana forniscono un tetto, una guida, consigli e sostegno aperto. Ma le prime consultazioni elettorali non sono positive. Nelle amministrative della primavera del 1946 si affermano i repubblicani come primo partito, avendo utilizzato come candidati alcuni tecnici della rete di bonifica capaci di catalizzare il consenso dei coloni; la DC è solo il secondo partito col 32%. Lo stesso avviene il 2 giugno, con ampia affermazione per la Repubblica e nuovo successo elettorale del PRI.

La DC inizia a risalire la china con la nomina a segretario provinciale di Vittorio Cervone, già allievo salesiano a Gaeta. Spetta a lui riorganizzare la DC che nel 1948, quando la battaglia è campale, porta il partito al 5 1% in città e al 54% nella provincia. Cervone, inoltre, si adopererà perché Maria Goretti — la giovane beatificata nel 1947 e canonizzata nel 1950 — divenga patrona di Latina, la qual cosa Pio XII concederà ne11952.

E proprio Maria Goretti, assieme a Domenico Savio, rappresenta il modello che la comunità salesiana propone ai giovani: la “martire delle Paludi pontine” viene presentata come simbolo della purezza. In fondo, anche se appare una forzatura affermare che l’allora segretario della Federazione giovanile comunista italiana, Enrico Berlinguer, l’avesse indicata come modello alle giovani comuniste, egli nel 1951 aveva paragonato la partigiana Irma Bandiera — torturata a morte dai nazisti per non aver tradito i suoi compagni — proprio alla santa che si era fatta uccidere per difendere la verginità, citando entrambe come esempi di virtù delle ragazze italiane. Della ricezione integrata di quell’accostamento è una testimonianza, tra l’altro, una recente intervista a Luciana Castellina[1].

In Domenico Savio, il giovane studente salesiano morto adolescente, si indicavano invece come esemplari la gioia, l’impegno nei doveri di studio e di preghiera, la scelta di fare del bene.

I primi anni Cinquanta vedono anche a Latina l’affermazione di un modello di educazione giovanile che molti di coloro che sono cresciuti nel secondo dopoguerra ricordano: la vita dell’oratorio, la preghiera, la proposta dello scoutismo, il cinema parrocchiale, l’educazione ad una comunione di intenti.

Tra l’altro, in quel periodo Latina diviene anche approdo per parte della popolazione che dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia fu costretta ad abbandonare la propria terra. Il capoluogo pontino venne infatti individuato come una delle località nelle quali istituire in breve tempo centri di accoglienza capaci di ricevere centinaia di persone costrette all’esodo. Un campo, istituito a partire dal marzo 1947, accolse più di mille profughi giuliano-dalmati che, dopo essere stati a lungo alloggiati nell’ex caserma dell’82° Reggimento di Fanteria, dal 1956 ricevettero finalmente una migliore sistemazione in un quartiere apposito a loro destinato, il cosiddetto “Villaggio Trieste”. E la data non è irrilevante, perché da allora il campo fu destinato ad accogliere i profughi che arrivavano dall’Ungheria fuggendo dalla repressione dell’Armata Rossa. L’azione della comunità salesiana in quegli anni si arricchì quindi di un inedito campo d’azione ed assistenza spirituale, su un terreno che oggi è tornato di drammatica attualità.

La storia della Chiesa è anche vicenda di comunità concrete, legate ad un territorio, e quella nell’Agro pontino, che Ciammaruconi ha analizzato con capacità di indagine e fedeltà alle fonti, è caratterizzata anche dall’intreccio appassionante della sorte della famiglia salesiana con una porzione di società italiana in profonda trasformazione. L’autore ha ripercorso in questo volume quell’intreccio in maniera documentata, profonda e, soprattutto, appassionata. Per questo le sue pagine meritano la nostra grata attenzione.

[1] Si veda l’intervista alla giornalista e parlamentare comunista in Emiliano Sbaraglia, Ideario Berlinguer. Passioni e parole di un leader scomodo. Con un’intervista a Luciana Castellina. Roma 2014.

POSTFAZIONE

di Francesco Motto

 

I Salesiani, tanto nella Società civile che ecclesiale, da 150 anni si qualificano particolarmente come educatori di giovani. Nell’ambito educativo, infatti, si collocano la maggior parte delle presenze salesiane in Italia e nel mondo.

La prima e forse più originale di tale opere è l’oratorio, vale a dire quell’ambiente aperto a tutti i minori, che favorisce l’incontro fra loro e con gli educatori, a tempo pieno o parziale. Inizialmente era uno spazio in cui, accanto a momenti ricreativi, si insegnava il catechismo ai giovani “poveri ed abbandonati” senza parrocchia: un’opportunità pedagogica unica nel suo genere, nella quale si riflettevano le situazioni e i problemi del momento. Successivamente si trattò di andare al­la ricerca e di sostenere i giovani nel loro stesso ambiente di vita, nonché di offrir loro spazi sicuri, di apertura, di protezione e di formazione integrale. Esso era caratterizzato tanto dall’accentuazione della vita pastorale festiva, della ricreazione e del tempo libero attraverso il gioco, la musica e il canto, il teatro, quanto dal rapporto spontaneo ed informale fra educatori ed educandi. In seguito, lungo i decenni, la grande plasticità dell’oratorio salesiano ha portato a una notevole versatilità e a una differenziazione delle sue modalità organizzative, fino a prendere la forma di un progetto educativo-pastorale vero e proprio.

Una seconda area di impegno dei Salesiani, dopo quella giovanile, comprende opere che possono considerarsi più immediatamente di carattere pastorale: vale a dire le parrocchie, i santuari, le chiese pubbliche e semipubbliche. La precedenza è ovviamente data alle “parrocchie popolari”, solitamente nelle periferie delle città, che hanno offerto opportunità religiose per famiglie operaie ricche di figli; ovvero alle “parrocchie giovanili” con apprendisti non residenti, studenti, militari, emigranti di altre regioni, ossia giovani sradicati da ogni struttura familiare, civile e religiosa che in qualche modo avrebbero potuto mettere a rischio la loro fede.

Ebbene l’opera dei Salesiani a Littoria-Latina, parrocchia e oratorio, sorta mezzo secolo dopo la morte di don Bosco, si è posta come splendida realizzazione di tale binomio in tempi di certo non facili, come quelli del fascismo, della seconda guerra mondiale, della ripresa postbellica. Il loro modello educativo-pastorale si è sviluppato trovando un proprio significativo ruolo all’interno di un regime che tendeva a restringere gli spazi di libertà, o di fronte all’assenza di uno Stato sociale che provvedesse ai più bisognosi, in attiva collaborazione se non in onesta concorrenza con altre forze intente a ricostruite un tessuto sociale sfilacciatosi lungo gli anni. Uno sforzo, quello salesiano, volto a creare una società migliore attraverso l’educazione “integrale” della gioventù e l’assistenza religiosa alle popolazioni, in stretto rapporto — amichevole, o talvolta anche conflittuale — con autorità civili ed ecclesiali.

Le iniziative salesiane di concreta risposta ai bisogni della comunità di Latina, sia in funzione di supplenza che di collaborazione con lo Stato e con la Chiesa, hanno altresì innescato in entrambe le istituzioni una dinamica favorevole ad una maggiore attenzione ai giovani, alla loro educazione e formazione, alla loro socia­lizzazione e promozione, ossia al loro futuro e, di conseguenza, al futuro della società italiana.

Come sottolineava Francesco Traniello 25 anni fa nella postfazione ad un volume sulla casa salesiana di Forlì in occasione del suo cinquantesimo (1942-1992), non è facile percorrere con rigore storico la vicenda di un’opera salesiana perché implica misurarsi in primo luogo con la storia, per così dire, ” integrale”, a tutto tondo, della comunità e del territorio nel quale i Salesiani si sono via via inseriti e su cui, in forza della loro singolare dote di plasmabilità, hanno comunque lasciato la propria impronta. Se un simile giudizio vale un po’ per tutte le case, vale forse più ancora per l’opera salesiana di Latina, che è sorta ed è cresciuta, ha gioito e sofferto, in simbiosi con la città, alla quale ha offerto il meglio che salesianamente aveva a disposizione, pur in mezzo ad immancabili debolezze, ripiegamenti e ritardi.

La storia raccontata in due volumi da Clemente Ciammaruconi con singolare capacità di “far parlare” le fonti scritte ed orali, ricercate con certosina pazienza, ne è la prova provata. Ulteriori approfondimenti potranno comunque trovar spazio, specialmente riguardo alla vita interna della comunità salesiana, alla sua spiritualità e pedagogia in contesto, ai singoli salesiani, perché si tratta sempre di una storia corale, anche se alcune figure giocano ruoli particolarmente importanti; lo stesso si dica della comunità ecclesiale e civile. Tutti, però, dovranno in qualche modo confrontarsi con questi suoi due testi che da oggi sono a disposizione dei lettori e che arricchiscono la collana Studi dell’Istituto Storico salesiano. Storiograficamente, poi, un omaggio forse più bello non si poteva fare in occasione del cinquantesimo della morte del principale protagonista degli avvenimenti in essi rievocati, don Carlo Torello (1886-1967).

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Percezione della figura di don Bosco all’esterno dell’opera salesiana (SDB e FMA) dal 1879 al 1965

Atti-ACSSA2015

VI Convegno internazionale di studi organizzato dall’Associazione dei Cultori di Storia Salesiana (ACSSA), in collaborazione con l’Istituto Storico Salesiano; si terrà a Torino Valdocco dal 28 ottobre al 1° novembre 2015, con la partecipazione di circa 90 SDB, FMA, studiosi laici e alcuni altri membri della Famiglia Salesiana provenienti da quattro continenti. In coerenza con gli scopi associativi, la maggior parte delle ricerche sono state effettuate da membri dell’associazione, assicurando così una larga rappresentatività di contesti e culture. In coincidenza con la conclusione dell’anno bicentenario, quasi quaranta ricerche presenteranno non il don Bosco storico, ma la sua immagine sociale ed ecclesiale sviluppatasi in un secolo, per sondare le risonanze ed eventualmente gli influssi nei diversi contesti storici, politici, sociali, culturali, pedagogici ed educativi, economici in cui si è inserita l’opera salesiana.

La domanda soggiacente è: la percezione della figura di don Bosco, come è stata mediata e recepita, in diverse aree geografiche e su diversi piani di lettura, ha a che fare con un’identità sociale, o con la formazione della matrice di qualche gruppo in costruzione? La simbolizzazione dei valori legati alla sua figura appartiene solo all’area educativa e religiosa, o incide anche in qualche
identità collettiva sotto il profilo sociale, civile, economico?

L’esplorazione della percezione diffusa dell’immagine di don Bosco è stata articolata intorno ad alcune aree di ricerca: educativa e pedagogica, religiosa, formativa, associativa, letteraria, dei mass media (stampa, teatri, musical…), delle belle arti; toponomastica e urbanistica, politica… Si è delimitata l’indagine a persone e ambienti esterni alle due congregazioni religiose
fondate dal santo, escludendo ad esempio scuole o chiese dedicate a don Bosco, edificate o promosse direttamente da SDB o FMA; biografie, monumenti, libri, opere d’arte o riviste periodiche pubblicate in ambiente salesiano. In altre parole, interessa la proiezione esterna, sociale e culturale, educativa e religiosa, ideale e valoriale, del personaggio don Bosco; il contenuto passato nella comunicazione e come esso è stato percepito nel territorio indagato. Oltre a fornire materiali locali per ulteriori approfondimenti e interpretazioni, ci si attende anche alcuni spunti di riflessione che riguardano la comunicazione attuale, estesa soprattutto in contesti di pluralismo religioso o di minoranza cristiana.

Visita il Sito dedicato http://congressoacssatorino2015.altervista.org/


dal Comunicato Stampa 17 ottobre 2015

 

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Conservazione delle memorie storiche nelle ispettorie salesiane d’Italia

Seminario di studio

Istituto Sacro Cuore, Via Marsala 42, Roma

24-26 febbraio 2017

Esattamente venti anni fa (febb 1997) la Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa scriveva in “La funzione pastorale degli Archivi ecclesiastici:

 “La memoria storica fa parte integrante della vita di ogni comunità e la conoscenza di tutto ciò che testimonia il succedersi delle generazioni, il loro sapere e il loro agire, crea un regime di continuità. Pertanto, con il loro patrimonio documentario, conosciuto e comunicato, gli archivi possono diventare utili strumenti per una illuminata azione pastorale, poiché attraverso la memoria dei fatti si dà concretezza alla Tradizione. Possono inoltre offrire ai pastori e ai laici, mutuamente impegnati nell’azione evangelizzatrice, informazioni sulle diverse esperienze remote e recenti. […] Un’istituzione che dimentica il proprio passato difficilmente riesce a configurare la sua funzione tra gli uomini di un determinato contesto sociale, culturale e religioso” .

L’ACSSA Italia, nell’intento di essere fedele ad una delle proprie finalità, in questi ultimi anni ha intessuto un dialogo con ispettori e ispettrici d’Italia allo scopo di accrescere “la sensibilità e l’attenzione per la storia salesiana” e allo stesso tempo incrementare “la cura degli archivi locali”. Perciò, in stretta sintonia con CII E CISI, ha promosso per fine mese a Roma un seminario di studi, rivolto in primis ai segretarie/i dei centri ispettoriali ma anche a quanti possono affiancarli nell‘opera di conservazione e valorizzazione delle memorie e dei beni culturali salesiani.

Con questa iniziativa l’associazione vuole offrire un contributo al miglioramento del servizio archivistico ispettoriale, e renderlo in tal modo rispondente ai nuovi bisogni che si affacciano sulla scena dell’opera educativa e pastorale odierna come pure idoneo a facilitare i diversi tipi di ricerca scientifica.

ORGANIZZAZIONE: ACSSA Italia

PROMOZIONE: CII e CISI

RELATORI: esperti laici, ecclesiastici, religiosi, salesiani

OBIETTIVO

Confrontarsi con i criteri più diffusi e consolidati per ordinare, descrivere e gestire un archivio storico ispettoriale salesiano.

MODALITÀ

Relazioni e dibattito, presentazione di informazioni locali, comunicazione di esperienze

DESTINATARI:

  • segretario/a ispettoriale;
  • SDB-FMA o laico/a che gestirà l’archivio storico ispettoriale (ordinamento, catalogazione dei documenti, predisposizione per il servizio di consultazione interna ed esterna);
  • SDB-FMA membro ACSSA, impegnati a promuovere e garantire la conservazione delle memorie nell’ispettoria.

 

PROGRAMMA

Venerdì pomeriggio 24 febbraio (ore 15.00 – 18.45)

Comprendere natura e importanza di un archivio storico salesiano

 a. Che cos’è un archivio; che cos’è un archivio storico; specificità di un archivio storico ecclesiale/religioso

Gaetano ZITO, Presidente Associazione Archivistica Ecclesiastica

b. Specificità di un archivio storico salesiano (SDB e FMA)

Luigi CEI e Francesco MOTTO SDB, Piera CAVAGLIÀ e Angela MARZORATI FMA

Sabato mattino 25 febbraio (ore 9.00 – 12.30)

Saper raccogliere documenti e “memorie”

  1. Lo stato attuale degli archivi; che cosa raccogliere e conservare; come selezionare e cosa scartare; chi deve fare la raccolta, la selezione, lo scarto; perché raccogliere e selezionare 

Rinaldo CORDOVANI OFM e collaboratore; Francesca MAZZARELLI SDVI

       2. Lo stato dei singoli archivi (storici) ispettoriali salesiani

Attuali responsabili SDB e FMA (Presentazione della scheda compilata in precedenza)

Sabato pomeriggio 25 febbraio (ore 15.00-18.45)

Descrivere e ordinare un archivio storico

  1. orientamenti pastorali, metodologie condivise, prospettive per la fruizione (il portale BeWeB)
  2. una proposta per descrivere e riordinare la documentazione (il progetto CEI-Ar)

Francesca D’AGNELLI – Claudia GUERRIERI, Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana

Domenica mattina 26 febbraio (ore 9.00-12.00)

Organizzare l’archivio storico: conservazione, riordinamento, valorizzazione

  1. problematiche relative alla conservazione (dalla scelta dei locali al restauro)
  2. problemi di riordinamento e descrizione dell’archivio
  3. la valorizzazione dell’archivio

Emanuele ATZORI, archivista delle Oblate del Bambino Gesù e delle Maestre Pie Venerini

Conclusione

  1. Convinzioni acquisite e condivise
  2. Proposte operative

Rodolfo Bogotto SDB e Paola Cuccioli FMA (coordinatori del dialogo fra tutti i presenti)

 

 

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Sono stati pubblicati gli Atti del Convegno ACSSA 2015

G. Loparco – S. Zimniak (a cura di), Percezione della figura di don Bosco all’esterno dell’Opera Salesiana. Atti del 6° Convegno Internazionale di Storia dell’Opera Salesiana. Torino, 28 ottobre – 1° novembre 2015 (Associazione Cultori Storia Salesiana, Studi 8), Roma, LAS 2016, 909 p.

 

Il volume contiene gli atti del Convegno internazionale organizzato dall’Associazione dei Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) in occasione del Bicentenario della nascita di s. Giovanni Bosco (1815-2015). Si compone di tre parti che intrecciano cronologia, tipologia di fonti, aree di ricerca, affinità geografica, per mettere in luce come è stata percepita la figura di don Bosco all’esterno dell’Opera salesiana.

La prima parte, Don Bosco in prima lettura (4 contributi), spazia soprattutto tra i primi decenni in cui si forma l’immaginario sul sacerdote e fondatore piemontese, fino alla canonizzazione nel 1934.

La seconda parte, Don Bosco a caratteri di stampa: giornali, riviste, libri, è più corposa (15 contributi) e per certi versi quella che permette maggiori raffronti tra aree geografiche, come pure tra differenti ambienti, civili ed ecclesiali. Il fatto che si tratti di un sacerdote, fondatore, poi beato e santo, e di un educatore ampiamente stimato e noto già in vita, modula l’espansione della sua fama, dei valori da lui richiamati, da quelli più marcatamente religiosi a quelli sociali e perfino economici.

La terza parte, Il nome di don Bosco lungo le strade. Toponomastica, monumenti, scuole, parrocchie, legislazione, memoria orale e altro (17 contributi) si inoltra nella cronologia fino agli anni più recenti, intorno al 2000. Dalle pubblicazioni, popolari o di studio, con cui si trasmettono e si formano idee e convinzioni, l’immagine del santo si materializza in una memoria pubblica, amplificata, qualche volta forse strumentalizzata nella logica della popolarità, della comunicazione accattivante, della pubblicità. La mediazione soprattutto di ex allievi affezionati al santo dei giovani ha giocato una parte rilevante, e non in modo biasimevole, portando il nome di don Bosco anche in luoghi e ambienti inusuali per un santo, almeno dell’Ottocento. In un contesto di secolarizzazione parla di una santità vicina, “feriale”, propiziatrice e simpatica. In contesti non cristiani, invece, la diffusione del nome e dei valori ad esso connessi è molto più contenuta e controllata. (Dalla Presentazione di G. Loparco – S. Zimniak)

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Riunita la nuova Presidenza ACSSA

ACSSA19052016

Il 19 maggio presso la sede dell’Istituto Storico Salesiano nella casa generalizia di Roma si è riunita la nuova Presidenza ACSSA, eletta nel corso del 6° Convegno di Storia dell’Opera Salesiana tenutosi a Torino a fine ottobre 2015. Erano presenti il Presidente, don Francesco Motto, il segretario-tesoriere don Stanisław Zimniak ed i membri don Thomas Anchukandam (direttore dell’ISS) e sr Grazia Loparco (Roma), don Joaquín Torres (Spagna), sr Maria Rohrer (Tunisia) e il sig. Ariel Fresia (Argentina). Ha presenziato parzialmente don Albert Kitungwa (Rep. Congo).

Fra i numerosi argomenti all’ordine del giorno vi erano la pubblicazione in corso degli Atti del suddetto Convegno, la revisione dello Statuto dell’ACSSA, la revisione e l’approvazione di alcuni Statuti ACSSA locali (Argentina e Brasile), le relazioni di altre sezioni ACSSA locali (Italia, Spagna, Polonia), l’ammissione di nuovi soci e il nuovo sito. I

lavori si sono incentrati sulla scelta del soggetto di studio del prossimo Convegno internazionale, previsto per ottobre 2021, preceduto dai cinque seminari continentali nel biennio 2018-2019. Dopo ampio dibattito si è scelto il tema “Figure Salesiane significative in diversi Paesi nel corso del XX secolo”. Per i seminari preparatori nelle diverse aree geografiche si è suggerito lo stesso tema, ma con il sottotitolo “Questioni di metodo e fonti”.

I lavori si sono conclusi fissando il prossimo appuntamento per il 6 maggio 2017

tratto da InfoANS del 24 maggio 2016

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I salesiani di don Bosco nel paese dei cedri

POZZO Vittorio

Un nuovo volume di Vittorio Pozzo SDB.

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L’Istituto Storico Salesiano, l’Ambasciata del Libano presso la Santa Sede, la Casa Editrice LAS, l’Ispettoria Salesiana Medio Oriente e l’Associazione Cultori di Storia Salesiana

INVITANO

alla presentazione del libro di
Vittorio POZZO
dal titolo
I SALESIANI DI DON BOSCO NEL PAESE DEI CEDRI. I primi venticinque anni di presenza salesiana in Libano (1952-1977)

che si svolgerà il

VENERDÌ 3 GIUGNO 2016 – ORE 16.00

nella sede

ISTITUTO SACRO CUORE – VIA MARSALA, 42 – ROMA

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Nel programma dell’evento interverranno:

SALUTO E INTRODUZIONE

Prof. Thomas ANCHUKANDAM SDB
– direttore dell’Istituto Storico Salesiano

RELATORI

Prof.sa Lucy LADIKOFF
– docente di lingua e letteratura araba all’Università di Genova

Prof. Giorgio ROSSI SDB
– docente di storia e storiografia dell’età moderna, Università degli Studi Roma Tre

Giuseppe GOFFREDO
– poeta, scrittore, saggista, editore

AUTORE DEL LIBRO

Vittorio POZZO SDB (nella foto)

Vittorio Pozzo SDB

cf. http://www.scuola-salesiani-beirut.org/  (video-intervista)

MODERATORE

Prof. Stanisław ZIMNIAK SDB
– membro dell’Istituto Storico Salesiano

CORNICE ARTISTICO-MUSICALE

Stefano MHANNA
– violinista, violista, pianista, organista, compositore e direttore d’orchestra

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 scarica la locandina

 

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VI Convegno internazionale ACSSA: nuove cariche nella Presidenza e un libro

Si è concluso ieri, 1° novembre il VI Convegno internazionale dell’Associazione Cultori Storia Salesiana (ACSSA). Nelle 5 giornate del convegno si sono succedute quasi 40 relazioni preparate da studiosi/e di 16 nazioni diverse, è stato rilasciato un volume sui 20 anni dell’ACSSA e si è rinnovata la Presidenza.

Gli interventi del convegno hanno toccato la stampa quotidiana, periodica, pedagogica, l’editoria infantile, la toponomastica, i monumenti, l’intestazione a Don Bosco di scuole statali e private non salesiane, opere sociali, carceri, ospedali; testimonianze sugli effetti della devozione popolare anche in contesti prevalentemente non cristiani…

Alcune ricerche su temi civili (la costruzione di Brasilia, l’istituzione della giornata della gioventù, il 31 gennaio di ogni anno, a Santo Domingo da parte delle autorità statali) hanno aperto orizzonti di tipo socio-politico propri di alcuni ambienti latino-americani. È emerso però con chiarezza che la maggiore incidenza di Don Bosco nei diversi contesti va cercata soprattutto nel campo educativo.

Alla chiusura del convegno si è provveduto al rinnovo quinquennale della presidenza dell’Associazione, che dal convegno precedente ha fatto registrare un aumento notevole di soci, specie tra le FMA, e di sezioni nazionali. Pertanto si è deciso di modificare ad experimentum lo statuto e di aumentare il numero dei membri della Presidenza per una maggiore rappresentatività continentale.

Sono stati eletti 4 consiglieri/e per l’Europa, 2 per l’Asia, 2 per l’Africa, 2 per l’America, mentre il direttore dell’Istituto Storico Salesiano fa parte di diritto della presidenza. Tra gli 11 consiglieri, tre sono Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA).

La carica di Presidente è stata attribuita al prof. don Francesco Motto, per quella di segretario/economo è stato confermato don Stanislaw Zimniak.

Nell’ambito del convegno è stato anche rilasciato il volume “Investire nel futuro tutelando la memoria. Venti anni dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana (1995-2015)”, curato da sr Grazia Loparco, FMA, e don Zimniak. Il volume presenta in due parti la vita dell’associazione e alcune riflessioni sul rapporto stretto tra memoria, storia e attualità dal titolo “Memoria in prospettiva”.

Si legge nella prefazione del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime: “Quando noi ci accostiamo alla memoria storica di Don Bosco e dei suoi discepoli, rimaniamo toccati profondamente dalla loro vigorosa audacia apostolica e, nel contempo, sentiamo sorgere dentro di noi una specie di chiamata a cercare e studiare nuove strade per l’evangelizzazione dei giovani, attraverso l’educazione e l’istruzione, specie di quelli che si trovano in maggiore disagio”.

“Per la costruzione dell’identità salesiana è insostituibile la conoscenza storica. In un tempo in cui la mobilità e il cambiamento caratterizzano il clima culturale che si respira, è di vitale importanza soprattutto nel percorso formativo delle future FMA curare queste dimensioni perché non si disperda un patrimonio che costituisce la ricchezza della nostra Famiglia religiosa” aggiunge la Superiora generale delle FMA, Madre Yvonne Reungoat.

[tratto da infoans]

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Percezione della figura di don Bosco all’esterno dell’opera salesiana (SDB e FMA) dal 1879 al 1965

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VI Convegno internazionale di studi organizzato dall’Associazione dei Cultori di Storia Salesiana (ACSSA), in collaborazione con l’Istituto Storico Salesiano; si terrà a Torino Valdocco dal 28 ottobre al 1° novembre 2015, con la partecipazione di circa 90 SDB, FMA, studiosi laici e alcuni altri membri della Famiglia Salesiana provenienti da quattro continenti. In coerenza con gli scopi associativi, la maggior parte delle ricerche sono state effettuate da membri dell’associazione, assicurando così una larga rappresentatività di contesti e culture. In coincidenza con la conclusione dell’anno bicentenario, quasi quaranta ricerche presenteranno non il don Bosco storico, ma la sua immagine sociale ed ecclesiale sviluppatasi in un secolo, per sondare le risonanze ed eventualmente gli influssi nei diversi contesti storici, politici, sociali, culturali, pedagogici ed educativi, economici in cui si è inserita l’opera salesiana.

La domanda soggiacente è: la percezione della figura di don Bosco, come è stata mediata e recepita, in diverse aree geografiche e su diversi piani di lettura, ha a che fare con un’identità sociale, o con la formazione della matrice di qualche gruppo in costruzione? La simbolizzazione dei valori legati alla sua figura appartiene solo all’area educativa e religiosa, o incide anche in qualche
identità collettiva sotto il profilo sociale, civile, economico?

L’esplorazione della percezione diffusa dell’immagine di don Bosco è stata articolata intorno ad alcune aree di ricerca: educativa e pedagogica, religiosa, formativa, associativa, letteraria, dei mass media (stampa, teatri, musical…), delle belle arti; toponomastica e urbanistica, politica… Si è delimitata l’indagine a persone e ambienti esterni alle due congregazioni religiose
fondate dal santo, escludendo ad esempio scuole o chiese dedicate a don Bosco, edificate o promosse direttamente da SDB o FMA; biografie, monumenti, libri, opere d’arte o riviste periodiche pubblicate in ambiente salesiano. In altre parole, interessa la proiezione esterna, sociale e culturale, educativa e religiosa, ideale e valoriale, del personaggio don Bosco; il contenuto passato nella comunicazione e come esso è stato percepito nel territorio indagato. Oltre a fornire materiali locali per ulteriori approfondimenti e interpretazioni, ci si attende anche alcuni spunti di riflessione che riguardano la comunicazione attuale, estesa soprattutto in contesti di pluralismo religioso o di minoranza cristiana.

Visita il Sito dedicato http://congressoacssatorino2015.altervista.org/


dal Comunicato Stampa 17 ottobre 2015

 

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Nominato il Direttore dell’Istituto Storico Salesiano

Thomas Anchukandam

Il 2 giugno 2015 è stato nominato dal Rettor Maggiore, don Ángel
Fernández Artime, il nuovo direttore dell’Istituto Storico Salesiano
(ISS), don Thomas Anchukandam.
Don Anchukandam è nato il 17 maggio 1955 a Anthinadu, Kerala
(India). Fatto il noviziato a Yercaud dove ha professato il 24 maggio 1974, ha emesso la professione perpetua a Irinjalkuda il 25 maggio 1981. Ordinato sacerdote a Kuravilangad il 27 dicembre 1984 è stato mandato a Roma al fine di studiare la storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana. La sua tesi dottorale, realizzata sotto la guida del padre Giacomo Martina S.J., è stata pubblicata in seguito in due volumi: Catholic Revival in India in the 19th Century – The Role of Msgr. Clèment Bonnand (1796-1861). Up to the General Division of the Indian Missions (1845). Kristu Jyoti Publications, Bangalore 1996; Catholic Revival in India in the 19th Century – The Role of Msgr. Clèment Bonnand (1845-1861). Kristu Jyoti Publications, Bangalore 2006.

È anche l’autore e redattore di cinque libri. Dal 1995 al 2009 è direttore della casa editrice “Kristu Jyoti Publications” di Bangalore (India) e, nel contempo, insegna la Storia della Chiesa in sette istituti di teologia. È membro della Church History Association of India, coprendo, all’interno di essa, per sei anni l’incarico di segretario-tesoriere per la regione Sud.

Nell’Ispettoria di Bangalore don Thomas è stato direttore dello studentato di teologia (2003-2009), consigliere ispettoriale, delegato per la formazione ed Ispettore dal 2009 al 2015. Don Anchukandam, per il fatto di questa nomina, è
diventato membro effettivo della Presidenza dell’ACSSA (veda art.7 dello Statuto – ACSSA).

Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra gratitudine a don José Manuel Prellezo, direttore dell’Istituto Storico Salesiano dal 2012, per il suo generoso ed efficace servizio in favore della ricerca storica e la sua collaborazione con l’Associazione Cultori di Storia Salesiana (ACSSA), essendo per diritto membro della sua Presidenza. E vogliamo augurare a don Anchukandam una
fruttuosa continuazione di questa cooperazione tra l’Istituto Storico Salesiano e l’Associazione Cultori di Storia Salesiana per la custodia del patrimonio culturale dell’intera Famiglia di Don Bosco.

 

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La Storiografia salesiana tra studi e documentazione nella stagione postconciliare

La Storiografia salesiana tra studi e documentazione nella stagione postconciliare

Pubblicato dalla Libreria Ateneo Salesiana (LAS), è uscito in questi giorni il volume “La Storiografia salesiana tra studi e documentazione nella stagione postconciliare”, a cura di sr Grazia Loparco, FMA, e don Stanislaw Zimniak, SDB. Il volume raccoglie i contributi più significativi intorno alle tematiche proposte allo studio dall’Associazione dei Cultori di Storia Salesiana (ACSSA) tra il 2012 e il 2013.

I due argomenti trattati, strettamente connessi e complementari, sono: lo stato della storiografia salesiana, maschile e femminile, nelle varie parti del mondo, nella cornice della storiografia civile ed ecclesiastica, e la valorizzazione del patrimonio culturale, ovvero la documentazione, gli archivi, le biblioteche e quanto ha valore testimoniale utile alla ricostruzione del vissuto.

Dal testo emerge come, laddove si sono iniziati studi più approfonditi, si è pervenuto a suscitare interessi storiografici più ampi e si è contribuito a dare utili valutazioni sulla missione attuale, sempre più sottoposta a processi di discernimento. L’impegno storiografico, inoltre, ha permesso di approfondire l’identità salesiana, patrimonio che non esiste in astratto, ma nelle persone concrete che operano giorno per giorno, da religiosi e da laici, in ogni angolo del mondo.

Il testo, dedicato a don Francis Desramaut, insigne storico salesiano, scomparso nello scorso settembre, ha ricevuto anche l’encomio di Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore: “Mi congratulo con l’ACSSA per questo lavoro pionieristico nell’ambito storiografico salesiano, un decoroso omaggio a Don Bosco per il Bicentenario della sua nascita, in quanto prova la lungimiranza della sua intuizione e del suo progetto realizzato nei più differenti contesti. Mi auguro che questo volume diventi non solo uno stimolo, ma anche uno strumento efficace per rilanciare e tenere vivo il discorso storiografico ed avere a cuore la tutela del patrimonio culturale nella nostra Famiglia salesiana al fine di garantire l’identità e la vitalità alla nostra missione in favore dei giovani del nostro tempo”.

tratto da info ans e pubblicato il 03/10/2014

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Consiglio di presidenza dell’ACSSA e saluto del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime

Il 1° Maggio si è radunato il consiglio di presidenza dell’Associazione dei Cultori di Storia Salesiana (ACSSA), allietato dal saluto del Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, che ha espresso il suo apprezzamento per ciò che è stato realizzato finora e ha incoraggiato a continuare l’impegno dell’associazione, manifestando la personale convinzione che la cura della documentazione nelle ispettorie sia la base per la ricostruzione storica dell’Opera salesiana nel mondo.

Al raduno è intervenuto anche il Consigliere Generale per le Missioni donGuillermo Luis Basañes, accompagnato dal suo collaboratore don Joseph Anikuzhikattil, per esprimere la sua stima e, nel contempo, manifestando il desiderio che l’ACCSA tenga presente nelle sue ricerche il tema missionario.

Dopo una verifica sui due seminari continentali, realizzati nell’autunno 2013 (Asia Est Oceania, Asia Sud), i consiglieri si sono confrontati a lungo sullo stato di preparazione del 6° Convegno internazionale, che ha come tema la “Percezione della Figura di Don Bosco nelle regioni d’inserimento dell’Opera salesiana da parte di ambienti e personalità extra SDB e FMA dal 1879 al 1965” (o comunque non oltre la fine del ’900).

Il congresso mondiale si terrà a Torino dal 28 ottobre il 1° novembre 2015, e al momento si rileva una consistente risposta da parte di alcuni Paesi europei su vari aspetti che mettono in luce la recezione dell’immagine di Don Bosco nei diversi contesti, dalla stampa nazionale alla toponomastica, dalla pedagogia a istituzioni religiose, dall’arte al teatro. Ancora poco numerose sono le ricerche previste per gli altri continenti, ma si spera che oltre ad alcuni contributi dal contesto asiatico e africano, anche l’America possa incrementare la partecipazione.

Si è fatto, successivamente, un esame relativo alle attività che stanno portando avanti le Sezioni Locali dell’ACSSA: si tratta di quelle della Spagna, dell’Italia, della Polonia e di quella neonata in Brasile. In modo più approfondito sono state analizzate le tappe dello sviluppo della Sezione brasiliana, dove si osserva una esperienza promettente in riferimento all’indagine storica. E infatti, in Brasile le ispettorie SDB e FMA stanno realizzando un percorso, che ha già portato alla nascita della sezione brasiliana dell’ACSSA (20 settembre 2013), e che recentemente ha compiuto un altro passo significativo nell’essere inserita nell’importante organo a livello nazionale, cioè nella rete salesiana già operante da tanti anni.

Si è notato che in tal modo la dimensione storica abbraccia la cura dell’interesse per la documentazione delle opere attuali, oltre alla conservazione delle informazioni del passato, e può integrare la formazione delle comunità educative. La viva realtà brasiliana sembra motivata ad approfondire l’identità salesiana maturata nel tempo e nel contesto proprio del Paese.

E infine la Presidenza ha ammesso 14 nuovi membri, provenienti da vari paesi del mondo, tra cui due studiose laiche (dall’Argentina e dalla Slovacchia). Al raduno hanno partecipato: suor Grazia Loparco, FMA, presidente; suor Maria Maul, FMA; don José Manuel Prellezo, SDB, direttore dell’ISS; suor Imaculada da Silva, FMA; don Nestor Impelido, SDB; don Stanisław Zimniak, SDB, segretario-tesoriere e come invitato don Graciliano González SDB.

tratto da info ans e pubblicato il 09/05/2014

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Primo Incontro dell’ACSSA nella regione Asia Sud

(ANS –Bangalore) – Il I Incontro della “Associazione dei Cultori di Storia Salesiana” (ACSSA) nella regione Asia Sud si è svolto nello scorso fine settimana, (15-17 novembre) nella Casa ispettoriale di Bangalore. Presenti per l’occasione don Maria Arokiam Kanaga, Consigliere regionale, don Thomas Anchukandam, Ispettore, don Stanislaw Zimniak, dell’Istituto Storico Salesiano (ISS), e altri 26 partecipanti dei vari gruppi della Famiglia Salesiana della regione.

Principale scopo della riunione, coordinata dal delegato regionale per l’ACSSA, don Mathew Kapplikunnel, è stato quello di trasmettere e condividere anche alla Famiglia Salesiana dell’Asia del Sud la cura, l’attenzione e l’interesse nei confronti della storiografia salesiana. Tema dell’incontro, non a caso, è “Storia e Identità Salesiana in India. La conservazione della nostra eredità culturale”.

All’appuntamento hanno partecipato Salesiani, FMA, Suore Catechiste di Maria Immacolata Ausiliatrice, Suore di Maria Auxiliatrix e Discepole. Invitati come relatori, invece, anche religiosi di altri istituti e laici esperti di storiografia.

Durante il discorso inaugurale, don Kanaga ha sottolineato la necessità di amare la storia e la documentazione salesiana in India come manifestazione di tutela e valorizzazione del carisma salesiano. Successivamente sono stati letti i messaggi inviati dal Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez, e dalla Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), Madre Yvonne Reungoat.

Nelle 7 sessioni attraverso cui si è sviluppato l’incontro sono stati approfonditi temi come “la rilevanza degli studi storici e della ricerca” o “la biografia salesiana online”. Tra i momenti più significativi di questo primo incontro c’è stata la visita agli archivi e alla biblioteca dello “United Theological College”. “Questa visita ci ha reso consapevoli dell’importanza della conservazione del nostro passato. È stata molto proficua e formativa” ha detto don Anthony Mahimai Dass, docente di Storia della Chiesa presso il Kristu Jyoti College di Bangalore.

tratto da infoans e pubblicato il 19/11/2013

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Bangalore (India) 15-17 NOVEMBRE 2013

BANGALORE INDIA 15-17 NOVEMBRE 2013

dd

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