20200507 093135“In questi tempi di pandemia, nei quali siamo più consapevoli dell’importanza della cura della nostra casa comune, auguro che tutta la riflessione e l’impegno comune aiutino a creare e fortificare atteggiamenti costruttivi per la cura del creato”. (Papa Francesco)

Con queste parole il Santo Padre apre ufficialmente la settimana dedicata alla Laudato Sii e alla cura del creato. In concomitanza di questa occasione i salesiani di Darkhan hanno piantato 4680 nuovi alberi.

La pandemia di coronavirus ha contribuito a dare ancora di piĂą la visione della necessitĂ  di affrontare in maniera diretta il depauperamento delle foreste nella nostra casa comune e in occasione della settimana della LAUDATO SI a Don Bosco Darkhan, in Mongolia: la comunitĂ  salesiana con i suoi partner di missione hanno piantato quasi 5000 alberi nella loro fattoria.

Alla comunitĂ  di Darkhan è affidata la Parrocchia di Maria Ausiliatrice, un Oratorio e una scuola: tutte queste attivitĂ  sono ora interrotte a causa della pandemia. Questo non ha fermato i salesiani di Darkhan, infatti il rettore dell'opera, p. Simon Lee, ci racconta il lavoro che hanno intrapreso in questo momento: “Abbiamo appena finito di piantare i 4680 alberi nella nostra fattoria a Darkhan con l’aiuto dei nostri sostenitori laici. A causa delle politiche applicate in periodo di pandemia, anche in Mongolia non possiamo svolgere alcun lavoro di pastorale, e abbiamo deciso di concentrare i nostri sforzi sul lavoro agricolo. Abbiamo deciso così di piantare circa 4.680 alberi diversi tra lillĂ , querce e aceri per dare il nostro contributo alla salvaguardia del nostro pianeta Terra. Gli alberi non possono essere commercializzati al mercato pubblico, ma possono essere venduti solo a chi si rivolge direttamente a noi per l’acquisto, quindi non possiamo utilizzare la vendita come mezzo per finanziare il nostro lavoro, sia quello educativo e pastorale che quello agricolo della fattoria. Vorremmo cercare di piantare altri alberi anche nelle nostre altre parrocchie e missioni, ma non abbiamo denaro sufficiente per l’acquisto di nuove sementi.    

Quando sono arrivato in missione in Mongolia quasi 20 anni fa, da "ragazzo di città" ho iniziato a imparare molte cose necessarie su questo territorio. Sono arrivato ad avere ben chiare due cose: la prima è che dobbiamo far crescere il nostro lavoro a vantaggio dei giovani più poveri e bisognosi, la seconda è che facciamo parte di un ecosistema che va tutelato e protetto. Questo paese ha un'enorme estensione territoriale ma pochissima popolazione, questo mi ha dato il senso della misura della grandezza della Natura in relazione all’essere umano.

   Cinque anni fa, quando ho letto per la prima volta l'Enciclica "Laudato Si" di Papa Francesco, l'abbiamo immediatamente tradotta in lingua mongola. Davvero il Papa mi ha offerto un grande dono con la sua enciclica, vi ho scoperto molte idee su come salvare il nostro pianeta terra. La domanda del Papa: "Che cosa sta accadendo nella nostra casa comune chiamata Terra?" Vibra nella mia mente dal 2015. Da allora è maturata la mia idea di voler contribuire con i nostri giovani alla salvezza della nostra Casa Comune. Il modo migliore per fornire l'ossigeno necessario alla vita  è piantare alberi.

Da qui è iniziato il nostro lavoro e insieme ai nostri giovani ci siamo dati da fare. Gli alberi sono la nostra salvezza, forniranno l'ossigeno necessario a questo mondo, e per piantare un albero, non abbiamo bisogno di una grande quantitĂ  di denaro, ma abbiamo bisogno di un po’ di terreno, di una passione e dei semi.  

Per quanto riguarda il terreno confidiamo nella provvidenza di Dio che ci invii benefattori che decidano di aiutarci!

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